Perizia scagiona Mario Pianesi: non ha ucciso la moglie

Emerge dalla relazione del medico legale Cristian D'Ovidio, incaricato dal gip di esaminare il percorso clinico di Gabriella Monti, ex consorte del guru della Macrobiotica indagato per omicidio volontario aggravato. La donna era morta nel 2001, dopo un ictus che l'aveva colpita quattro anni prima

Mario Pianesi, le foto di alcune vittime malnutrite e con le stampelle
Mario Pianesi, le foto di alcune vittime malnutrite e con le stampelle

ANCONA – Potrebbe chiudersi con un’archiviazione l’inchiesta per omicidio volontario aggravato che la Procura ha aperto a settembre dello scorso anno su Mario Pianesi, il guru della Macrobiotica originario di Tirana ma che vive a Tolentino da anni, e fondatore dell’associazione “Un punto macrobiotico”.

Il pm Paolo Gubinelli, che segue anche l’altro filone d’inchiesta dove Pianesi e tre suoi collaboratori sono accusati di aver dato vita ad una sorta di psico-setta con diete macrobiotiche che gli adepti dovevano seguire e per questo indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale, aveva raccolto delle testimonianze che lo hanno portato ad andare a fondo sulla morte di Gabriella Monti, ex moglie di Pianesi.

La donna era deceduta al Lancisi all’età di 43 anni nel 2001, dopo un ictus che l’aveva colpita quattro anni prima. Per l’accusa, Pianesi le avrebbe impedito di curarsi e le avrebbe fatto seguire un rigido stile alimentare basato sulle diete Ma.pi, portandola alla morte. Ma la perizia sulle cartelle cliniche della Monti, disposta dal gip Sonia Piermartini (su richiesta della pm) e presentata ieri dal medico legale Cristian D’Ovidio nell’ambito dell’incidente probatorio, scagiona il guru.

La moglie morì per una grave patologia cardiaca che i medici le avevano diagnosticato dopo il ricovero in ospedale per l’ictus, nel 1997. Monti era consapevole e aveva firmato autonomamente le dimissioni, dopo che si era ripresa dall’ictus, rifiutando le terapie cardiochirurgiche che i medici le avevano proposto.

Ogni due mesi faceva visite cardiologiche regolari. La perizia di D’Ovidio ha chiarito che anche con un intervento chirurgico tempestivo non ci sarebbe stata la certezza scientifica che la moglie avrebbe vissuto più a lungo.
Nessuna responsabilità di terzi e procedure mediche correttamente eseguite. Il medico legale non è entrato nel merito della dieta macrobiotica seguita dalla donna, in quanto non era nei quesiti chiesti sull’affidamento dell’incarico. Alla relazione della perizia ieri era presente l’avvocato di Pianesi, Andrea Soliani, e il suo consulente di parte Mariano Cingolani.

 

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