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Ancona

Per la ripartenza si punta all’agroalimentare: nasce Filiera Futura

L'associazione vede alcune Fondazioni di origine bancaria, tra le quali la Cassa di Risparmio di Jesi, unirsi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e a Coldiretti, per promuovere la produzione italiana nella sua unicità. Ecco di cosa si tratta

Campagna Amica

POLLENZO- È nata qualche giorno fa Filiera Futura, un’associazione che ha visto alcune Fondazioni di origine bancaria unirsi, assieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, per promuovere la produzione agroalimentare italiana nella sua unicità e competitività.

Nel pomeriggio di venerdì 15 maggio, presso la sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, è avvenuta la costituzione di Filiera Futura: alla firma erano presenti Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC, Carlo Petrini, presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche e presidente onorario del Comitato scientifico di Filiera Futura, e Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e vice presidente del Comitato delle Organizzazioni Agricole Europee (COPA).

Abbiamo ascoltato alcuni soci firmatari, per farci raccontare gli obiettivi del progetto e le azioni previste per la promozione del settore, che costituiscono ambiti strategici per lo sviluppo del settore produttivo e saranno sviluppati da parte del Comitato Scientifico dell’Associazione.

Quale è il motivo che vi ha spinto a pensare a Filiera Futura come progetto organico?
Carlo Petrini, presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche, spiega che «La produzione agroalimentare diventerà nei prossimi anni il paradigma di una nuova economia strategica per il recupero della socialità e delle tradizioni, per garantire il presidio dei territori, anche di quelli marginali, e per la promozione della sostenibilità ambientale. Condizione essenziale perché questa economia possa svilupparsi sarà la capacità di cogliere le sfide e le opportunità dell’innovazione tecnologica: un ambito su cui Filiera Futura, grazie all’ampia partecipazione di Fondazioni che operano su tanti territori vocati all’agroalimentare, saprà sicuramente dare un significativo contributo, anche in chiave di ripartenza post crisi».

Coldiretti è già ricca dell’eperienza Campagna Amica, con i progetti di filiera corta per 20mila aziende, e forte di quella avviata con la fondazione Filiera Italia per lo sviluppo di filiere agroindustriali che coinvolgono il meglio della produzione agricola nazionale. Cosa significa prendere parte al progetto Filiera Futura?
Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e vice presidente del COPA: «Lavoreremo insieme con la consapevolezza che oggi più che mai investire sull’agroalimentare, che dai campi coltivati alla ristorazione rappresenta oltre un quarto del PIL italiano, significa anche creare nuovi posti di lavoro: una risposta concreta alla crisi occupazionale senza precedenti generata dall’emergenza coronavirus. Un sentito ringraziamento va al presidente Genta e a tutte le fondazioni bancarie che, con l’Università di Scienze Gastronomiche, danno il via ad un’iniziativa che, siamo certi, costruirà modelli virtuosi di crescita per l’agroalimentare Made in Italy, replicabili sul territorio».

Cosa significa prendere parte a questa associazione per la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi?
La partecipazione all’Associazione Filiera Futura – spiega Alfio Bassotti, Presidente della Fondazione CRJ – testimonia quanto la nostra Fondazione crede che la produzione agroalimentare di qualità sia un settore centrale e strategico per il futuro di tutto il nostro Paese, tanto più oggi, nel momento in cui i territori stanno costruendo e sperimentando soluzioni nuove e innovative, in grado di rispondere alla crisi causata dal coronavirus. Importante il fatto che tante fondazioni da tutta Italia  hanno aderito a questo progetto. Significativa è la presenza dell’Università delle Scienze Gastronomiche e Coldiretti, due partner determinanti, che danno oggi un segnale forte di speranza per il nostro futuro. Questa iniziativa potrà essere di sicuro vantaggio per il nostro territorio».

Quali sono, in poche parole, gli obiettivi dell’associazione?
«Tra le sfide – spiega la Fondazione CRJ -, l’Agroalimentare 4.0, il marketing globale di prodotti locali e la trasformazione digitale delle imprese agroalimentari, lo sviluppo locale delle aree interne basato sulle filiere agroalimentari, la sostenibilità delle produzioni, l’attrazione di risorse dell’Unione Europea come asset centrale per il sostegno all’agroalimentare italiano. Filiera Futura ha l’obiettivo di incentivare, raccogliere, stimolare e portare a compimento progetti condivisi nel settore della trasformazione agroalimentare italiana per generare innovazione, collaborando con le iniziative messe in atto a livello nazionale, pubbliche e private, e garantire la massima sinergia possibile. L’associazione implementa e sviluppa un approccio etico alla produzione e distribuzione in ambito agroalimentare, in tutti gli ambiti, dagli investimenti alla qualità dei prodotti»

In totale sono 16 i soci firmatari dell’atto costitutivo. Oltre all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Coldiretti Italia, 14 Fondazioni di origine bancaria da tutto il territorio nazionale: Fondazione Cassa di Risparmio di JesiEnte Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, Fondazione CARIGE, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione con il Sud, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione Friuli. L’associazione è in attesa di ulteriori conferme di partecipazione da parte di alcune Fondazioni e rimane aperta a nuove adesioni.