Prima Pasqua con Spina: «La misericordia salva il matrimonio e la famiglia»

In occasione della Santa Pasqua, l’arcivescovo dell’arcidiocesi metropolitana Ancona-Osimo ha scritto un messaggio rivolto ai fedeli, in cui ricorda che «per quanto lontano possa spingersi l’odio degli uomini, l’amore di Dio è stato e sarà sempre più forte»

Il vescovo Angelo Spina con i sacerdoti dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo

ANCONA – «C’è una sola cosa che può salvare davvero il mondo: la misericordia». In occasione della Santa Pasqua, Mons. Angelo Spina, arcivescovo dell’arcidiocesi metropolitana Ancona-Osimo, ricorda che «è la misericordia che può salvare, la cosa più preziosa e più fragile che è messa seriamente in pericolo in questo momento nel mondo: il matrimonio e, quindi, la famiglia».

«Nel matrimonio – ha scritto Spina nel suo messaggio pasquale rivolto ai fedeli dell’arcidiocesi – all’inizio non c’è la misericordia, ma l’amore. Non ci si sposa per misericordia, ma per amore. Ma dopo anni, o mesi, di vita insieme, emergono i limiti reciproci, i problemi di salute, di finanze, dei figli; interviene la routine che spegne ogni gioia. Quello che può salvare un matrimonio dallo scivolare in una china senza risalita è la misericordia. La Pasqua cristiana è il dono che Gesù fa della sua vita sulla croce per darci il perdono, la remissione dei peccati, la misericordia del Padre, per farci rinascere alla vita nuova e farci passare dalla morte alla vita, dall’odio all’amore, dalla vendetta al perdono. Con la grazia del Signore Gesù, morto e risorto, ognuno può rinascere al bene. Che la Pasqua del Signore Gesù trovi una risposta concreta nei nostri cuori e faccia sperimentare a tutti la gioia di riconciliarsi con Dio e con i fratelli».

Angelo Spina, vescovo dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo

La celebrazione della Pasqua cristiana è un «grande dono. È il momento favorevole, il giorno della salvezza. Scriveva san Paolo ai Corinzi: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”(2Cor 5,20). Ma che significa riconciliarsi con Dio? Molti rimangono lontani dalla fede perché hanno un’immagine distorta di Dio, quella di un Dio rivale, arcigno, che invece di volere la felicità dell’uomo gli è ostile. Ma non è così, bisogna riportare alla luce la vera immagine del Dio biblico che non solo fa misericordia, ma è misericordia. Ecco che cosa è avvenuto sulla Croce: Dio, non si è accontentato di perdonare i peccati dell’uomo, ha fatto infinitamente di più, li ha presi su di sé. L’odio e la ferocia degli attentati terroristici, le guerre del nostro tempo ci aiutano a capire la forza divina racchiusa nelle ultime parole di Cristo: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Per quanto lontano possa spingersi l’odio degli uomini, l’amore di Dio è stato e sarà sempre più forte.

A noi è rivolta, nelle presenti circostanze, l’esortazione dell’apostolo Paolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rm 12,21). C’è una sola cosa che può salvare davvero il mondo, la misericordia! La misericordia di Dio per gli uomini e degli uomini tra di loro». L’arcivescovo spiega che «il Signore Gesù, nella sua Pasqua, ha riconciliato il mondo con il Padre e gli uomini tra loro. Ha donato la pace sulla terra. La Chiesa annuncia a tutti che Gesù morto e risorto è la ricchezza dell’uomo, che lo può rendere veramente uomo nuovo. Egli ci è necessario e lo è per ogni uomo della terra. Noi siamo tutti “feriti” a livello personale, nelle famiglie, nella società, nella convivenza umana. Siamo feriti di peccato e di egoismo, siamo sfigurati dalle sofferenze e dalla morte. Nessuno di noi basta a se stesso.  Nel cuore di chi crede, dei tanti che credono, sperando e amando, la speranza è illuminata dall’alba della Pasqua di Gesù. Il Dio crocifisso che risorge alla vita porta con sé i prigionieri della morte, risolleva i caduti, rafforza le capacità di chi sa di volere e dovere andare avanti. È nella Pasqua del Signore Gesù che troviamo la forza e, con la speranza nel cuore, possiamo dire: risorgi! La Pasqua ci fa prendere coscienza di essere creature immensamente amate, sanate dal male e dalla morte per la misericordia di Dio che, risuscitando il suo Figlio, il Signore Gesù dalla morte, dona a tutti il suo amore che è per la vita, per la pace, per la gioia. È possibile rinascere, è possibile risorgere. Buona Pasqua, amici! Cristo è risorto! Veramente è risorto! Alleluia!».

Oggi, domenica di Pasqua, l’arcivescovo celebrerà la messa alle 9.30 nella residenza per anziani Recanatesi ad Osimo; alle 10.30 nella Concattedrale S. Leopardo ad Osimo e alle 18 nella Cattedrale di Ancona.