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Paragone presenta il partito ItalExit: «Crisi delle Marche per incapacità politica di difendere il Made in Italy»

Il senatore è arrivato nelle Marche per un tour politico di due giorni nel quale presenta la formazione politica. L'ex pentastellato a Jesi ha affermato che non necessariamente il partito scenderà in campo per le amministrative

Gianluigi Paragone a Jesi

ANCONA – Portare l’Italia e gli italiani fuori dall’Europa, rilanciare il mercato del lavoro e l’economia reale. Sono questi, a grandi linee, i punti cardine del programma di ItalExit, la formazione politica guidata dal senatore Gianluigi Paragone. L’ex pentastellato ha fatto tappa nelle Marche nella giornata di oggi – 4 giugno – nell’ambito di un tour della durata di due giorni che toccherà diverse località della regione, con l’obiettivo di presentare il partito, nato poco meno di un anno fa. Ad accompagnare il capo politico nella varie tappe (Jesi, Montegranaro e Civitanova Marche), il coordinatore regionale protempore Massimo Gianangeli.

«Nelle Marche la crisi del lavoro è legata alla crisi di un modello costituito da realtà industriali che partendo dal piccolo si sono ingegnate ed hanno conquistato i mercati» spiega il senatore Paragone, un mondo, quello delle piccole e medie imprese, che «non è passato di moda, ma che, tuttavia, è stato cannibalizzato da logiche che hanno premiato  i modelli multinazionali».

In tale contesto, Paragone ha argomentato il suo no alla presenza dell’Italia nell’Unione Europea: «L’Europa – chiarisce – è la casa che permette alle multinazionali e al sistema finanziario di evadere a norma di legge, grazie ad alcuni paradisi fiscali come Olanda, Lussemburgo e Malta, solo per citare i più forti». Ed è proprio in un simile «scenario» che le «multinazionali agiscono da predatrici».

Entrando nel merito della congiuntura economica della nostra regione, afflitta da una crisi finanziaria (2008) mai riassorbita, dal post sisma e dalla crisi generata dalle chiusure imposte per limitare la diffusione della pandemia, il capo politico di ItalExit sostiene che «le Marche hanno conosciuto la loro crisi nella fase di passaggio a modelli industriali diversi, ma il colpo di grazia è stato inferto dall’incapacità della politica di difendere il Made in Italy».

In vista dell’appuntamento elettorale delle amministrative che porteranno al rinnovo di sindaco e giunta in 29 comuni marchigiani, fra i quali Castelfidardo e San Benedetto del Tronto, Paragone spiega che la scesa in campo del suo partito non rappresenta un imperativo: «Non è obbligatorio fare il primo tagliando alle amministrative – afferma -, ci presenteremo in alcune realtà: dove ci sono i margini per lavorare bene lo faremo, ma laddove non abbiamo ancora una squadra strutturata stiamo facendo delle riflessioni».

La vera sfida, come spiega lui stesso, «è quella delle politiche» per questo il partito esprime un secco «no a partecipare tanto per partecipare». Sollecitato su quale possa essere il profilo tipo del simpatizzante della formazione politica, dichiara «non si tratta di simpatizzanti, ma di persone già convinte che l’Europa ha tolto e non ha dato loro nulla».

Secondo Paragone «un giovane si dovrebbe avvicinare ad ItalExit perché gli diamo la possibilità di capire che il suo destino non è segnato solo dal dover aprire una partita Iva per lavorare o di essere condannato a contratti precari a vita. Un lavoratore invece deve farlo perché è inaccettabile che se a 50 anni perde il lavoro, diventa un fantasma, un morto che cammina, mentre un piccolo imprenditore deve sapere che siamo dalla sua parte e respingiamo con fermezza il modello delle multinazionali e quello bancario che non lo sostengono».

«Il modello che noi proponiamo – spiega – passa attraverso la consapevolezza che il modello europeo che ci è stato venduto come quello vincente e che avrebbe garantito più diritti, invece non è affatto così». «Le Marche dovrebbero costituire l’epicentro della crisi della globalizzazione» afferma nella video diretta social, girata all’interno di una azienda marchigiana dove un imprenditore ha brevettato un sistema di aggancio universale che consente l’ancoraggio di un propulsore alle sedie a rotelle presenti in commercio, consentendo in questo modo l’autonomia alle persone con disabilità motorie. Una piccola impresa, la Triride di Montegranaro, che è riuscita ad affermarsi sui mercati internazionali e che rappresenta proprio quel modello a cui aspira ItalExit.

Da sinistra Gianangeli e Paragone

Massimo Gianangeli, coordinatore regionale del partito, pone l’accento sull’«entusiasmo e la partecipazione» che stanno caratterizzando il partito «in un periodo un po’ depresso per la politica: nonostante la crisi e le chiusure abbiano reso difficile fare politica, noi siamo riusciti a costituire i circoli e siamo tra i pochi partiti che registrano un afflato di entusiasmo».

Un entusiasmo che il coordinatore attribuisce «alla linea di coerenza adottata dal partito nella battaglia per l’uscita dall’euro, che anche altri partiti avevano sposato, finendo poi per tradirla». ItalExit nelle Marche si è organizzato con un coordinamento regionale, guidato da Gianangeli, e coordinamenti provinciali, a breve si articolerà anche in sezioni comunali.

Domani – 5 giugno –  Paragone farà tappa a Civitanova Marche per un incontro con i balneari marchigiani nel quale sarà affrontato il tema della direttiva europea Bolkestein per poi incontrare i simpatizzanti per un aperitivo pranzo, aperto a tutti, allo stabilimento Hosvi.

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