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Ancona

Covid e ospedali: a Torrette 205 sanitari in meno tra positivi e sospesi. L’affondo della Cgil sulla situazione

Il sindacato interviene sul blocco delle ferie dei dipendenti stremati dalla pandemia: «Come è possibile ricorrere ancora a strumenti adatti a una fase iniziale dell’emergenza?». Intanto mancano 205 sanitari tra sospesi e contagiati dal Covid

Torrette

ANCONA – «Siamo consapevoli di aver chiesto al personale già provato da questi due anni di pandemia uno sforzo supplementare, e non lo abbiamo fatto di certo a cuor leggero. Intanto abbiamo provveduto a mitigare il blocco delle ferie, adottato in seguito all’incremento dei ricoveri ospedalieri correlati al Covid, e stiamo lavorando per nuove assunzioni di personale, sia per sostituire i sanitari sospesi in quanto non vaccinati, che quelli in quarantena perché risultati positivi al virus. Ci stiamo impegnando alacremente per organizzarci nel più breve tempo possibile». Lo assicura il direttore amministrativo degli Ospedali Riuniti di Ancona Antonello Maraldo. 

Il provvedimento di blocco delle ferie per i sanitari di Torrette, era stato assunto in conseguenza all’ondata di nuovi ricoveri e alla carenza atavica di personale. Le file del sanitari nel nosocomio regionale, come anche nelle altre strutture ospedaliere delle Marche, si stanno assottigliando anche sotto i colpi del virus e dell’inottemperanza (di alcuni) all’obbligo vaccinale.

All’ospedale regionale di Torrette in particolare sono 205 i sanitari che mancano all’appello tra positivi al virus e sospesi: nel dettaglio 162 sono in isolamento dopo aver contratto il Covid e 43 sono sospesi perché risultati all’accertamento dello status vaccinale non in regola con l’obbligo.

Antonello Maraldo, direttore amministrativo di Torrette

E l’Azienda ospedaliera corre per “rimpolpare” queste schiere. In graduatoria ci sono 493 infermieri idonei, dei quali però solo 89 al momento hanno accettato, 152 sono interni, 55 hanno rinunciato e 170 hanno dato la propria disponibilità, ma solo per assunzioni future, mentre 27 sono decaduti dalla graduatoria.

Sulla questione delle ferie bloccate, era intervenuta anche Fp Cgil Ancona evidenziando che i sanitari di Torrette «grazie al profondo senso di abnegazione, hanno fronteggiato e gestito l’emergenza sanitaria, garantendo l’assistenza a tutto il bacino di utenza della regione ma questo sforzo non viene riconosciuto dall’azienda. Negli ultimi giorni, la situazione è peggiorata in particolare al Salesi considerando il diffondersi del Covid tra i bimbi.

Si sta parlando di professionisti, medici e operatori, sempre più esausti che hanno già più volte rinunciato a riposi e ferie per affrontare le difficoltà – spiega il sindacato in una nota -; molti reparti sono in sofferenza di personale a causa di gestioni lacunose e zoppicanti, di scelte mai fatte, non solo a livello aziendale ma soprattutto a livello di politica regionale. In questo contesto di mala organizzazione,  ancora una volta la direzione chiede agli operatori l’ennesimo sforzo: il blocco delle ferie fino a data da destinarsi».

Secondo la Cgil «si registra molta tensione perché, nonostante il perdurare della gestione dell’emergenza Covid, che richiede un potenziamento degli operatori, l’organico è ridotto all’osso: oltre alla cronica carenza di organico, si aggiunge il numero  di dipendenti assenti perché contagiati o sospesi per inadempienza vaccinale. Di qui, doppi turni, rientri in servizio che generano un accumulo di straordinari non facilmente recuperabili in termini di riposo, per non parlare dei turni di pronta disponibilità che vanno ben al di sopra del limite stabilito dal dettato contrattuale».

Il sindacato, a due anni dall’inizio della pandemia, si interroga su «come sia possibile, per arginare la quarta ondata, ricorrere ancora a strumenti adatti a una fase iniziale dell’emergenza come il blocco delle ferie senza aver provveduto, in tempo utile, a un potenziamento stabile dell’organico, programmando insieme alla Regione Marche un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato. Mancano infatti medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ostetriche, tecnici di laboratorio, fisioterapisti, personale ausiliario e di supporto. Finora, si è ricorso a contratti a termine, di breve durata, che aumentano la precarietà del personale sanitario pronto a muoversi, verso altre aziende sanitarie fuori delle Marche, che assumono con contratti ben più allettanti».

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