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Ancona

Covid: incidenza in crescita e Intensive stabili nelle Marche. Più alunni in quarantena

Continua la sua corsa il virus nelle Marche, dove l'incidenza si attesta a 124 casi su 100mila abitanti. Al Pronto Soccorso del Salesi molte forme virali, tra le quali anche l'influenza stagionale

ANCONA – Continua ad aumentare l’incidenza dei nuovi positivi nelle Marche, dove tuttavia l’occupazione ospedaliera resta sotto il valore fissato come soglia critica per il passaggio in zona gialla, che richiede lo sforamento contemporaneo di incidenza, pressione su terapie intensive e area medica.

Con l’avvio della quarta ondata pandemica, l’incidenza dei casi positivi settimanali nella nostra regione segna un valore più alto rispetto alla media nazionale. Nelle Marche, rispetto a sette giorni fa, il tasso di incidenza settimanale su 100mila abitanti passa da 85.32 casi (dato al 12 novembre) a 124 casi. La media nazionale invece è di 98 contagi su 100mila abitanti.

Per quanto riguarda la percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva, si mantiene pressoché stabile al 9,2% (9% una settimana fa), mentre l’occupazione dei letti in area medica segna un lieve calo passando dal 7,2% di sette giorni fa al 6,5%. Se per pressione sulle terapie Intensive le Marche registrano un valore più alto della media nazionale che segna un 6%, in area medica invece la percentuale di letti occupati è inferiore a quella delle altre regioni (7% media nazionale). 

La situazione al Pronto Soccorso del Salesi

Il pronto soccorso del Salesi

Se nelle Marche il numero delle classi in quarantena è più che raddoppiato nell’ultima settimana, passando da 40 a 95, segno di una maggiore circolazione del virus in queste fasce d’età, c’è da dire che i casi positivi al covid che giungono all’attenzione dei sanitari che si occupano della fascia pediatrica, a parte rare eccezioni, non mostrano per ora un quadro preoccupante.

Al Pronto Soccorso del Salesi la situazione sul fronte degli accessi covid nella fascia pediatrica «è abbastanza stabile» afferma il primario Elisabetta Fabiani. «Finora non abbiamo avuto un picco – spiega – c’è stato un leggero movimento tra fine ottobre e i primi di novembre, ma a parte qualche caso in più si è trattato di un incremento abbastanza contenuto, mentre con la terza ondata pandemica avevamo visto un incremento maggiore. Per ora siamo stabili – prosegue – ad una media di un caso ogni 7-10 giorni, ma restiamo in allerta perché è probabile un incremento soprattutto con le festività Natalizie».

Il primario del Pronto Soccorso del Salesi evidenzia che in questa fase ad essere numerosi sono gli accessi per patologie respiratorie. «Stiamo vedendo molti accessi legati a forme respiratorie e gastrointestinali, fra le quali anche l’influenza stagionale e il virus sinciziale» spiega, con numeri «molto più alti rispetto all’anno scorso» che sono passati da una media di 6 casi giornalieri circa di un anno fa a una media di circa 50-60 casi giornalieri di questa fase.

«Sono epidemie che si verificano ogni due-tre anni – spiega -, ma quest’anno è facilitata da una sorta di “verginità” immunologica legata all’ultimo anno e mezzo di restrizioni che hanno portato ad una minore circolazione delle altre forme virali».