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Ancona

La pandemia colpisce le imprese: bando da 800mila euro da Camera di Commercio e Regione Marche

Ecco i dati che evidenziano il duro colpo assestato dal Covid-19 all'economia regionale. I due enti hanno preannunciato nuovi interventi di sostegno

Un momento della conferenza stampa della Camera di Commercio

ANCONA – «Stiamo ragionando con Camera di Commercio sui bandi aperti e sulla partecipazione a nuove fiere, per poter essere protagonisti di un rilancio sui mercati». Lo ha detto l’assessore alle attività produttive Mirco Carloni durante la conferenza stampa in cui Camera di Commercio delle Marche e Regione hanno presentato i risultati del bando B2B Digital Markets appena chiuso e le nuove misure congiunte, finanziate dai due enti. Quasi 600 le imprese marchigiane che hanno presentato domanda e i cui fondi sono già in liquidazione.

Oltre all’assessore e vice presidente regionale Carloni e al presidente di Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini sono interventi il componente di Giunta camerale con delega all’innovazione Marco Pierpaoli, il direttore del Centro Studi delle Camere di Commercio Gugliemo Tagliacarne e il fondatore e Ceo della Orciani s.p.a. di Fano, Claudio Orciani, che ha ospitato in azienda la conferenza.

Secondo il report di Camera di Commercio nelle Marche la pandemia ha colpito duro: il 70,4% delle imprese ha dichiarato all’Istat una riduzione (o assenza) del fatturato nel periodo giugno-ottobre 2020 (rispetto allo stesso periodo del 2019). A marzo-aprile la quota di imprese marchigiane in riduzione si attestava al 75% (in Italia 71,6%), inoltre si amplia la fetta di imprese con fatturato stabile (19% vs Italia 19,9%) o in aumento (10,6% vs Italia 9,8). Il 6,4% delle imprese ha dichiarato un aumento del fatturato superiore al 10% (Italia 6%), il 25,2% ha ridotto il proprio livello di investimenti nel semestre luglio-dicembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 (Italia 28,4%), mentre il 23,4%, lo ha mantenuto stabile (Italia 22,4%) e infine il 7,3% lo ha aumentato (Italia 6,5%).

Mirco Carloni

Tra i principali effetti dell’emergenza da Covid-19 fino a giugno 2021, per il 40,1% delle imprese marchigiane (Italia 37,6%) si assisterà ad una riduzione della domanda nazionale dei beni o servizi (inclusa la domanda turistica), per il 38,1% si ridurrà la domanda a seguito delle restrizioni dovute all’attuazione dei protocolli sanitari (Italia 38,4%) e per il 33,3% si manifesteranno seri problemi di liquidità (Italia 33,5%) per far fronte alle spese correnti. Per questi motivi, il 63,4% delle imprese delle Marche prevede una riduzione o assenza di fatturato nel periodo dicembre 2020-febbraio 2021 rispetto allo stesso periodo a cavallo fra 2019 e 2020, in linea con la media italiana (63,6%). Nel 17,9% dei casi il valore del fatturato sarà stabile o aumenterà (Italia 17,0%).

Nel 2020 si stima un calo in Italia del 17,2% delle iscrizioni di impresa nei registri camerali rispetto al 2019. Il bilancio è il frutto di un primo semestre chiuso con un -25,2% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, cui ha fatto fronte un secondo semestre che dovrebbe chiudersi con un calo del -5,9%. Per le Marche nel complesso dell’anno si prevede una diminuzione del -23,8% (6.755 iscrizioni contro 8.869): il peggior dato tra tutte le regioni italiane, con un variazioni del -28,3% nel primo semestre e del 17,8% nel secondo. Tra le province, tutte con dati peggiori della media nazionale, Macerata (-27,0%) si è collocata al primo posto, seguita da Fermo (-24,6%, quarta a livello nazionale), Pesaro e Urbino (-23,4%, decima a livello nazionale), Ancona (-22,3%) e Ascoli Piceno (-19,9%). Sul fronte delle cessazioni di impresa le Marche ne faranno registrare a fine anno circa 7.700, vale a dire -21,3% in meno rispetto al 2019 contro il -16,3% medio nazionale.

«Abbiamo un primato negativo rispetto alla nati-mortalità delle imprese – ha detto Carloni -, il nostro fiore all’occhiello, l’imprenditorialità va salvaguardata». Il vice presidente della Regione Marche ha poi evidenziato che la Orciani «è un esempio di come dall’artigianalità si possa arrivare ad alti livelli di industrializzazione attraverso l’innovazione coniugata al green». Secondo Carloni «c’è bisogno della collaborazione tra soggetti, come quella virtuosa instaurata tra Camera e Regione, per puntellare i nostri imprenditori e uscire insieme da questo momento durissimo».

Da sinistra Marco Pierpaoli e Gino Sabatini

Il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini ha dichiarato: «Per la fine dell’anno ci aspettiamo per le nostre esportazioni un significativo segno meno, ma voglio essere ottimista e guardare ancora una volta a dopodomani. Da un lato abbiamo l’obbligo di tornare a crescere fuori dai confini nazionali, di veder aumentare il numero delle aziende che sono ‘stabilmente esportatrici’, dall’altro il virus ci dice che dobbiamo riannodare i contatti, presentare diversamente i nuovi prodotti, i nuovi servizi e i dati». Secondo Sabatini stare sul mercato significa conoscerlo e presidiarlo: «Siamo nell’era nuova della presenza remota, il virus ci impone il distanziamento sociale, congela i viaggi, mette a rischio le grandi fiere internazionali. Ecco, ancora una volta, che le tecnologie digitali arrivano in nostro soccorso: non è un caso, se proprio i bandi di Camera delle Marche e Regione Marche sono andati in questa direzione. Sono convinto che le piccole e medie imprese delle Marche saranno in grado di muoversi in questi nuovi spazi tecnologici».

Il componente della Giunta di Camera Marche con delega al Digitale, Marco Pierpaoli, ha spiegato che l’accelerazione imposta dalla pandemia ha mostrato alcuni limiti e ritardi del sistema: limiti organizzativi, infrastrutturali ma anche «limiti storici del nostro sistema d’impresa. Nelle Marche ben oltre il 90% delle imprese sono realtà micro con meno di 10 dipendenti, la struttura prevalente è ancora l’impresa familiare, quindi parliamo di un tessuto economico caratterizzato da piccolissima dimensione, imprenditorialità diffusa e presenza capillare».

Di contro però Pierpaoli mette in luce «una certa flessibilità e dinamicità, ma anche la difficoltà a formalizzare processi di innovazione e a competere su mercati globali che richiedono sempre più conoscenze e prassi organizzative avanzate, in una parola: managerialità. Serve, bisogna ripeterlo, un cambio nel paradigma culturale. Il nostro sistema camerale insieme a sistema associativo e Regione ha reagire con tempestività investendo risorse sulla partita dell’export e sull’approccio dei mercati digitali».

La pandemia ha influito anche sulle tradizionali azioni di sostegno camerale, volte a potenziare i percorsi di internazionalizzazione, che si sono dovute adeguare; le risorse destinate fino a febbraio 2020 a sostenere la partecipazione ai soli eventi fieristici in presenza sono stati investiti per attrezzare le produzioni marchigiane a percorrere la strada del mercato e della promozione virtuale. 

Camera Marche e Regione Marche hanno messo a punto il primo bando nel panorama nazionale pensato per incoraggiare la presenza sui mercati digitali e aiutare le imprese a dotarsi delle strumentazioni per approcciarli con adeguate impostazioni organizzative aziendali e di strategie di marketing efficaci.

Un contributo che copre le spese per la presenza e la permanenza su piattaforme e digitali e nello specifico per l’acquisto di software e piattaforme integrate per il B2B, sia come servizio a canone mensile/annuale che come piattaforma dedicata, e per la gestione di sistemi per lo showrooming virtuale, dedicati alla presentazione di collezioni di prodotti ed alla raccolta di ordini B2B, alla gestione di fiere e presentazioni digitali, con elevati standard di integrazione nei sistemi informativi aziendali e di presentazione multimediale dei prodotto.

Stando alle stime dell’Osservatorio eCommerce B2b, il valore annuo degli scambi B2B (che include gli scambi nazionali tra le imprese italiane e quelli verso le imprese estere) vale circa 2.200 miliardi di euro, un valore che pesa sul fatturato totale delle imprese italiane di circa il 61%, con la restante parte che ricade invece sui consumi delle famiglie in Italia, ossia gli scambi B2C. La percentuale del 60% di valore del mercato del B2B è valida anche per le Marche.

La risposta delle imprese ha confermato l’esigenza di una misura come quella approntata da Camera e Regione: per il bando contributi B2B Digital Markets, infatti, sono pervenute circa 600 domande di concessione, fatto che ha portato ad integrare il fondo previsto inizialmente (pari a 1 milione e 200mila euro) di un ulteriore milione e 650mila per uno stanziamento complessivo di circa 2 milioni e 850mila euro.

Al momento sono stati liquidati 1 milione e mezzo di euro a 244 imprese con sede in tutto il territorio regionale, entro gennaio il contributo verrà erogato a tutte le ammesse finanziabili. Il contributo, infatti, andrà anche ad ulteriori 100 imprese che hanno fatto richiesta e hanno i requisiti ma che erano rimaste fuori per esaurimento dei fondi del primo stanziamento.

Le imprese che beneficeranno del contributo sono orientativamente così suddivise per provincia: Ancona 20%, Ascoli Piceno 20%, Fermo 23%, Macerata 17%, Pesaro e Urbino 20%. Appartengono ai settori di: agricoltura 6%, abbigliamento e calzature 18%, arredamento, meccanica e manifatturiero 27%, commercio 19%, terziario, turismo, software 30%.

Le altre iniziative

La Camera di Commercio delle Marche ha annunciato l’intenzione di proseguire l’attività di sostegno alle imprese del territorio che prenderanno parte alla manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali che si svolgeranno nel primo semestre 2021 sia in presenza che in modalità virtuale. Interventi che saranno cofinanziati Regione Marche e rientreranno nel quadro di azioni sinergiche a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese. Per il Bando in questione è previsto uno stanziamento complessivo pari a 800mila euro.