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Ancona

Pandemia, Acquaroli: «Intervenire su scuola e trasporto pubblico locale»

Il governatore a margine del Consiglio regionale di ieri ha parlato della pandemia, invocando un intervento sul fronte della scuola e del trasporto pubblico locale, per frenare l'escalation di contagi

Autobus

ANCONA – «La scuola, è dimostrato dalle statistiche, è stato un veicolo importantissimo del virus negli ultimi giorni prima delle vacanze natalizie: bisogna capire se alla riapertura c’è il rischio che ritornando a scuola riparta questo moltiplicatore del contagio». Sono le parole del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli a margine del Consiglio regionale.

Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche

Nella giornata di ieri sono stati 1.707 i nuovi positivi rilevati, 7 i ricoveri in più nelle strutture ospedaliere, uno dei quali in terapia intensiva e 6 in area medica: il grado di saturazione dei reparti intensivi è arrivato al 17%, mentre nei reparti non intensivi la quota dei ricoveri di pazienti positivi al virus segna un 22.2%.

«Non sono un tifoso della Dad – ha detto -, ma non vorrei che se non si prende alcun tipo di provvedimento si rischi di arrivare in Dad lo stesso e con una situazione compromessa anche in altri settori». «Bisogna capire, ma lo deve dire il Comitato Tecnico Scientifico – prosegue -, se alla riapertura sarebbe importante riuscire a piegare questa curva del contagio che sta crescendo esponenzialmente».

Secondo Acquaroli i numeri della pandemia nelle Marche «ci devono far riflettere», per questo ha aggiunto: «Andrei ad intervenire laddove il contagio circola di più, dove ci sono le occasioni maggiori di contagio e sicuramente tra i cluster che abbiamo visto, quello scolastico è importante» insieme a quello «del trasporto pubblico locale».

«Bisogna trovare uno schema che sia in grado di salvaguardare la salute ed evitare i pericoli per le ospedalizzazioni, e dall’altra parte che non blocchi il Paese» ha detto, riferendosi ad una possibile nuova stretta, ed ha aggiunto «le quarantene e il tracciamento in questo momento e con questi numeri saltano».

«Non riusciamo a contattare tutte le persone risultate a contatto con positivi – spiega -, e non riuscendoci il tracciamento diventa inefficace, perché magari riusciamo a rintracciare una persona dopo 5 giorni che circola non sapendo di essere stata a contatto con un positivo, ma se a sua volta quella persona era positiva si rischia un contagio esponenziale».

Secondo il governatore «bisogna mettere in campo delle strategie, condivise anche a livello nazionale. È innegabile l’effetto della vaccinazione, come è anche innegabile l’effetto positivo che si è avuto nella prima fase con il tracciamento e l’isolamento dei positivi, ma oggi con questi numeri, lo schema che abbiamo utilizzato nel passato rischia di non essere percorribile ed efficacie in questa fase».

Nel ribadire la necessità di prestare la massima attenzione «per cercare di abbattere i contagi», ha sottolineato che quello attuale «è uno scenario completamente nuovo» rispetto all’anno scorso quando tra fine dicembre e inizio gennaio «era tutto chiuso e avevamo gli ospedali completamente riconvertiti per la gestione Covid».

Nonostante questo, «tutto il sistema sanitario sta soffrendo, perché da una parte sta cercando di mantenere la normalità, l’ordinario, dall’altra deve fare fronte a tutta la vaccinazione, a tutto il tracciamento e alla gestione della crisi sanitaria» nel suo complesso.

Inoltre, «con l’apertura a quattro mesi del booster, un numero importante di persone si sono recate negli hub per il richiamo anche oltre la prenotazione» e questo «cambio repentino di programmazione» ha portato anche «ad un cambio repentino di strategia della vaccinazione» a cui la Regione ha dovuto fare fronte.