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Ancona

Ospedali Riuniti: primi in Italia con certificazione dei percorsi clinico-assistenziali

L’Azienda Ospedaliera di Ancona ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2015 per l’intera organizzazione dei Processi Diagnostico Terapeutico Assistenziali. Esaminati i percorsi relativi al tumore della mammella, del colon retto e al melanoma

Nella foto da sin.: Sauro Longhi, Annamaria Offidani, Rossana Berardi, Michele Caporossi, Giovanna Mantello, Fabrizio Volpini, Luca Ceriscioli, Stefano Papa

ANCONA – Presa in carico veloce, tempi rapidi, promozione della sicurezza e della soddisfazione dei pazienti, ottimizzando le risorse. Sono questi i benefici garantiti ai pazienti dalla certificazione di conformità alla norma ISO 9001:2015 dei precorsi clinico-assistenziali, riconosciuta agli Ospedali Riuniti di Ancona lo scorso 14 settembre. Tre i percorsi clinico – assistenziali valutati in seguito ai quali è stato certificato l’intero ospedale. La novità è che per la prima volta in Italia oltre ai reparti, sono stati certificati anche servizi sanitari e amministrativi, quindi l’intera organizzazione per i Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA), cioè l’insieme dei percorsi di presa in carico del paziente, dalla diagnostica alla cura e all’assistenza erogati all’interno dell’Azienda. Il processo di certificazione ha preso in esame 3 dei 23 Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali in forza a Torrette: i PDTA oncologici per la gestione del tumore della mammella, del tumore del colon retto e del melanoma.

Michele Caporossi, direttore generale Azienda Ospedali Riuniti
Michele Caporossi, direttore generale Azienda Ospedali Riuniti

Ma l’obiettivo dell’Azienda Ospedali Riuniti è quello di certificare anche altri PDTA: «Esporremmo tutto ciò nella carta dei servizi – sottolinea il direttore dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi, deus ex machina dell’operazione –  entro il 2018 revisioneremo anche i PDTA relativi al trapianto di fegato e reni e alla gestione delle ferite difficili, mentre dall’anno successivo quelli relativi allo scompenso cardiaco, al carcinoma ovarico e all’infarto del miocardio». Obiettivo, migliorare la qualità delle cure promuovere la sicurezza e aumentare la soddisfazione dei pazienti, ottimizzando nel contempo le risorse.

«La nostra certificazione segna una svolta epocale nella storia degli strumenti di accreditamento della qualità dell’assistenza sanitaria a livello mondiale – evidenzia Caporossi – Certificare i percorsi dei pazienti significa impegnarsi solennemente a lasciarsi dietro le spalle ogni esito e residuo di cultura autoreferenziale, la maggiore responsabile di una percezione di scarsa qualità del servizio da parte dei cittadini».

«Il fatto di aver certificato percorsi di diagnosi e cura e l’obiettivo di allargare a tutto quello che si fa qui dentro è una ulteriore garanzia» ha evidenziato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. «È la prima azienda che ha fatto in maniera così forte e importante questo percorso – ha detto – per tutti i marchigiani è un motivo in più per affidarsi alle cure di Torrette, certi di avere una qualità come sempre conosciuta e addirittura certificata».

Una scelta, quella di certificare i 3 PDTA oncologici, avvalorata dal trend in crescita registrato da queste patologie. «Il tumore della mammella – spiega la professoressa Rossana Berardi direttore della Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona – Università Politecnica delle Marche –rappresenta il secondo tumore a più alta incidenza nella popolazione».

Da sx Sauro Longhi, Michele Caporossi, Luca Ceriscioli e Fabrizio Volpini
Da sx Sauro Longhi, Michele Caporossi, Luca Ceriscioli e Fabrizio Volpini

Complessivamente nel 2017 in Italia, si sono ammalate di tumore al seno circa 50.500 donne e 500 uomini. Un tasso di incidenza che tra il 2003 e il 2017 appare in leggero aumento (+0,9% per anno) mentre continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-2,2% per anno). Una neoplasia che richiede tempestività, coordinamento, ma soprattutto un approccio multidisciplinare che si è dimostrato in grado di garantire un 18% in più di sopravvivenza.

Rossana Berardi
Rossana Berardi

«Le Breast Unit, o centri di senologia multidisciplinari – precisa la professoressa Berardi –  rappresentano una nuova opportunità di cura e assistenza, regolamentata da specifiche linee guida internazionali e nazionali, che consente alla donna di affrontare la malattia con la sicurezza e la consapevolezza di essere curata da un team di specialisti dedicati, secondo i più alti standard europei, nell’intero percorso di malattia. La Breast Unit di Ancona, in ogni momento di tale percorso, dalla diagnosi al follow up, prevede la presa in carico di tutti i bisogni di salute e psicologici della donna affetta da una patologia complessa come il tumore al seno. Studi condotti su circa 14.000 donne hanno dimostrato che le chance di guarigione di una paziente dipendono sempre di più dal poter essere seguita da un team multidisciplinare esperto e proprio grazie a tale approccio si assiste ad un aumento del 18% in termini di sopravvivenza delle pazienti».

Ad ottobre in occasione del Mese in Rosa, si terrà una campagna informativa presso pazienti e cittadini per rendere trasparenti e conosciuti i PDTA oncologici, una necessità per consentire alla popolazione di accedere ai dati della struttura e alla sua performance, perché come spiega il primario della Clinica Oncologica «La certificazione è un punto di partenza e non di arrivo».

La seconda causa di morte per neoplasia in Italia, dopo il tumore al polmone è quella per tumore del colon retto, che occupa il secondo posto anche per frequenza di diagnosi.
Sono 53mila i nuovi casi ogni anno, un dato in crescita nelle Marche sia nei maschi (+17%) sia nelle femmine (+13%). Una neoplasia che presenta frequenti recidive.

Giovanna Mantello
Giovanna Mantello

«La radicalità chirurgica è un fattore prognostico per i pazienti affetti da neoplasia rettale – sottolinea Giovanna Mantello dirigente della Radioterapia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria degli ospedali Riuniti di Ancona – essa può essere conseguita anche nei pazienti con malattia localmente avanzata grazie all’integrazione di chemioterapia e radioterapia in fase preoperatoria. Il confronto multidisciplinare e multiprofessionale rappresenta il punto di forza del percorso diagnostico terapeutico creato presso il nostro Ospedale e consente la realizzazione di trattamenti personalizzati per ogni caso clinico. Ai nostri pazienti offriamo un accesso veloce a questo percorso, con i tempi congrui di diagnosi e cura. In linea con i dati di letteratura, la presenza di un team dedicato sarà garanzia dei migliori risultati di controllo locale di malattia, sopravvivenza e conservazione dello sfintere anale».

Annamaria Offidani
Annamaria Offidani

In crescita anche il Melanoma Maligno, che nelle Marche segna il triste primato del picco di incidenza maggiore rispetto al resto d’Italia: 30 nuovi casi ogni 100mila abitanti all’anno. «Le criticità della gestione del Melanoma Maligno – spiega Annamaria Offidani direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti di Ancona – sono consistenti ed attendono sia alla diagnosi sia al trattamento di tale neoplasia. Pertanto il management clinico del Melanoma è imprescindibile da una “multidisciplinary care” che consente di pianificare la concreta presa in carico del paziente e della sua complessità. Lo strumento migliore in grado di presidiare la multidisciplinarietà è il PDTA. Il PDTA infatti è garanzia di crescita professionale, organizzativa e della qualità percepita non solo dai pazienti, ma anche dagli operatori del team. L’individuazione di un set di indicatori all’interno del PDTA consente infine di monitorare la tenuta dello stesso aggiungendo un ulteriore elemento valoriale. La recente Certificazione rende ragione della qualità del Percorso e delle elevate performances dell’intero gruppo di lavoro».

Sauro Longhi, rettore Università Politecnica delle Marche

«La collaborazione tra l’Azienda Ospedali Riuniti e l’Università Politecnica delle Marche si rafforza – ha spiegato il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi – Due Enti certificati che condividono obiettivi comuni miglioreranno azioni di formazione, ricerca e assistenza da sviluppare assieme».

Fabrizio Volpini
Fabrizio Volpini

Ha espresso soddisfazione per il traguardo della certificazione il presidente della IV Commissione Sanità regionale Fabrizio Volpini: «Risultati come questi sono possibili solo se c’è un’azione corale e collettiva di condivisione degli obiettivi – ha detto – che devono raffigurare sempre di più il senso di appartenenza ad una struttura, perché non è requisito solo di aziende private ma un valore aggiunto delle aziende pubbliche. Come Regione siamo soddisfatti perché gli investimenti danno risultati positivi, aumentare la qualità dell’assistenza è prioritario soprattutto perché rivolta al malato che grazie ad un’assistenza di qualità è più sereno nel percorso della malattia».