Ancona-Osimo

Osimo, il centro prelievi riapre, anzi no: il caso diventa politico

Il centro era stato chiuso nel 2020 ma pare che, nonostante l'annuncio di riapertura, ci siano gravi difficoltà all'atto pratico

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Covid-19 (Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay)

OSIMO – Sarebbero emersi problemi in merito alla riapertura del centro prelievi alla Stazione di Osimo, riapertura che è diventata caso politico. «Dopo tante arrabbiature, finalmente qualcosa si muove. E’ pronto il nuovo accesso diretto al servizio prelievi con un ampliamento dei servizi attraverso prestazioni infermieristiche (medicazioni, rimozioni sature, terapie insuliniche, misurazione glicemica, iniezioni intramuscolari e sottocutanee) – ha annunciato la consigliera delle Liste civiche Monica Bordoni -. Un servizio sanitario non solo per Osimo Stazione ma per tutto il circondario tra Castelfidardo, Camerano e la zona intera di Ancona sud che, soprattutto in questo periodo di grande difficoltà a livello viario per la presenza di diversi cantieri, è venuto meno ai tanti anziani della zona».

La replica del sindaco

La lunga replica del sindaco Simone Pugnaloni. «Spero anche io come la consigliera Monica Bordoni che il centro prelievi possa riaprire a Osimo Stazione, ma purtroppo ad oggi le comunicazioni ufficiali, quelle su carta, dicono altro. Ricordo che Ferrovie dello Stato ha scritto al Comune di Osimo di voler indietro i locali della stazione chiedendo anche di liberarli e sistemarli quanto prima e purtroppo per ora nessuna diversa comunicazione ci è giunta. Dispiace anche che la direzione di Ast2, che avrebbe assicurato alla consigliera di centrodestra Bordoni che avrebbe riaperto il centro prelievi, si sia dimenticata di avvisare il Comune, che di quei locali è affittuario e, tanto per essere chiari, ne detiene le chiavi. Ancora una volta l’urgenza di mettere proprie bandierine politiche su questioni così delicate ha indotto le Liste civiche e il centrodestra che governa le istituzioni a bypassare il Comune. Per riaprire un centro prelievi serve una convenzione sanitaria e questa si basa anche sul locale dove attivare il servizio. E ad oggi il locale di Ferrovie dello Stato dovrà tornare in possesso al proprietario. Per accertarmi di ciò, nonostante alcuna comunicazione nuova in merito, domani scriverò a Rfi per avere contezza delle proprie intenzioni e, se davvero c’è disponibilità a rinnovare il contratto di affitto, il Comune sarà il primo a rendersi utile. Non sarà però sufficiente: per questo scriverò anche all’Azienda sanitaria territoriale, sollecitando chiarezza sul centro prelievi e chiedendo che certe questioni così importanti possano in futuro arrivare da fonti ufficiali e coinvolte in prima persona, portando rispetto per chi rappresenta l’amministrazione comunale di Osimo. Perché ad oggi sul centro prelievi abbiamo solo un comunicato di un politico in perenne campagna elettorale e nessuna comunicazione scritta da Ast e Rfi a conferma. Dovremmo avere un unico obiettivo per Osimo, ma evidentemente la difficoltà di una parte politica è condividerlo con il Comune. La questione della bretella di San Biagio con l’appello di un giudice è un esempio lampante. Siamo dovuti andare al Tar per farci riconoscere che, quantomeno, dalla Regione avrebbero dovuto ascoltarci e provare a rimodulare il cronoprogramma con il Ministero».

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