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Ancona

Osimo al 75% di differenziata, ma Astea non si ferma: ecco la nuova campagna

«Non è facile aumentare la percentuale di raccolta differenziata quando si raggiungono livelli d’eccellenza, ma vogliamo ancora migliorare e sensibilizzare i cittadini», spiega il direttore generale Massimiliano Riderelli Belli

OSIMO – A volte gli operatori della raccolta porta a porta constatano ad esempio che nel bidone verde vengono inseriti i vetri ma erroneamente con le fascette metalliche o i tappi in metallo o in plastica, o addirittura con le bustine di plastica. Altro errore comune è nel conferimento della plastica: plastica e bioplastica non sono la stessa cosa e nel bidone giallo non vanno conferite infatti le eco-plastiche.

«Non è facile aumentare la percentuale di raccolta differenziata quando si raggiungono livelli d’eccellenza come il 75% registrato a Osimo nel 2019, un risultato che ne fa stabilmente il primo Comune delle Marche tra quelli sopra i 25mila abitanti- spiega il direttore generale Massimiliano Riderelli Belli -. Eppure i nostri referenti del servizio igiene urbana ci dicono che si può incrementare ancora qualche punto percentuale correggendo piccoli errori e perfezionando alcuni conferimenti, come quello della plastica. Per questo abbiamo aggiornato la campagna pubblicitaria».

Astea lancia una nuova campagna per sensibilizzare la cittadinanza sul corretto conferimento dei rifiuti e migliorare ancora la qualità della differenziata. Il servizio igiene urbana, quindi, per consapevolizzare maggiormente gli utenti ha predisposto due volantini informativi.

Uno generale su tutte le tipologie di rifiuti da conferire: umido organico, imballaggi in vetro, imballaggi in plastica lattine e alluminio, pannoloni, carta, secco non riciclabile, con informazioni utili anche sul centro di raccolta di via Oscar Romero a San Biagio. Il secondo ideato appositamente per spiegare la differenza tra la plastica, che va nel contenitore giallo, e la bio-plastica, che va invece in quello marrone dell’umido, perché si tratta di materiale organico derivato da fonte rinnovabile, come amido di mais, fecola di patate o altri prodotti di origine vegetale. In questo senso, per sapere se il prodotto sia di plastica o bio-plastica, bisogna prestare attenzione ai simboli riportati su di esso e che vengono appositamente indicati e differenziati proprio nel nuovo volantino Astea.

«Sotto lockdown -continua Riderelli Belli – sono cresciuti molto i dati sulla raccolta dell’umido e soprattutto del secco non riciclabile, e questo secondo aspetto in particolare ha fatto ridurre sensibilmente i numeri della differenziata, che però già da maggio sono risaliti e ora stabilizzati sui livelli pre-Covid».