Ordinata la chiusura del Pippo Bar per 15 giorni. Sospesa l’attività anche al Sui e al Mood Club

Il 29 gennaio l’amministrazione dorica ha emesso una nuova ordinanza con cui ha predisposto la sospensione dell’attività dell'esercizio di via Sparapani dal 6 al 20 febbraio, perché il 24 dicembre il locale non ha rispettato l'orario di chiusura. Ecco quanto emerso nel corso del consiglio comunale

L'aula del Consiglio Comunale di Ancona

ANCONA – Ennesimo provvedimento di chiusura temporanea per il Pippo Bar. Il 29 gennaio l’amministrazione ha emesso una nuova ordinanza con cui ha predisposto la sospensione dell’attività per quindici giorni, dal 6 al 20 febbraio. Il motivo? Il 24 dicembre i residenti hanno chiamato le Forze dell’Ordine e una pattuglia della Polizia ha raggiunto il locale. La chiusura del bar di via Sparapani, secondo una precedente ordinanza, è fissata alle ore 23, ma gli agenti intorno alle 23.45 avrebbero trovato una quarantina di persone nei pressi del locale.

Francesco Rubini, consigliere Altra Idea di città

Sulla questione i consiglieri Francesco Rubini (AIC) e Daniele Berardinelli (Fi), hanno presentato due interrogazioni oggi, durante la seduta del consiglio comunale, per «avere chiarimenti dall’amministrazione». «Il bar – ha dichiarato Francesco Rubini – é stato chiuso in seguito a un verbale della Questura basato su un intervento delle forze dell’ordine avvenuto il 24 dicembre 2018. Quaranta persone la sera della Vigilia di Natale erano in procinto di andarsene, mezz’ora dopo l’orario di chiusura previsto. Ditemi voi se questa é una città normale. Vale oggi per il Pippo Bar, vale domani per qualsiasi altro locale della città. Credo che non sia giusto ammazzare un settore già in forte difficoltà. Forse qualcuno vuole il deserto in questa città».

«Ho chiesto l’accesso agli atti – ha detto Daniele Berardinelli – e ho verificato le contestazioni fatte al locale. Dai controlli è emerso che si trattava di una festicciola organizzata per i bambini, finita un po’ più tardi rispetto al limite delle 23. Mi sembra troppo grave l’ordinanza con la sospensione dell’attività per quindici giorni. Sarebbe stata più opportuna una sanzione. Temo che ci siano figli e figliastri, con locali più attenzionati rispetto ad altri».

Pierpaolo Sediari, vicesindaco di Ancona

«L’ordinanza del 29 gennaio – ha spiegato il vicesindaco Pierpaolo Sediari – si è resa necessaria a seguito di una nota della Questura di Ancona chiamata dai residenti il 24 dicembre per musica ad alto volume e la presenza di numerose persone moleste oltre l’orario consentito». A maggio 2018, infatti, a causa dell’intrattenimento all’interno del locale fino e oltre la mezzanotte, con avventori che si intrattenevano fuori con urla e schiamazzi, l’amministrazione aveva emesso una prima ordinanza, che limitava l’apertura dalle 8 alle 20 tutti i giorni della settimana. In seguito, dopo una richiesta del titolare Orlandini, l’ordinanza era stata modificata, concedendo l’apertura dalle 6.30 alle 23. «Non ci risulta – ha continuato Sediari – che per la serata del 24 sia stata richiesta una deroga. Dal verbale della Questura emerge, poi, che quella sera erano presenti circa 40 avventori e non c’era Orlandini, ma un’altra persona che aveva detto di essere il responsabile del locale e aveva assicurato di aver chiesto e ottenuto dal Comune una deroga per posticipare l’orario di chiusura, ma non ci risulta di averla concessa».

Altri locali però sono stati chiusi temporaneamente, il Sui a Marina Dorica e il Mood Club in via del Castellano, e i consiglieri hanno chiesto chiarimenti anche su queste due attività. In entrambi i casi c’è stato un cambio di gestione e, per poter svolgere l’esercizio, il dirigente del Comune Circelli ha spiegato che è necessaria una nuova autorizzazione. «L’agibilità per le sale di pubblico spettacolo – ha spiegato Sediari – viene data dalla Commissione comunale di vigilanza dopo dei sopralluoghi. In entrambi i locali c’è stato un esercizio abusivo dell’attività. Per un periodo hanno gestito i locali senza autorizzazione, perché con il cambio di gestione è necessaria sempre una nuova autorizzazione. La Commissione ha così fatto alcuni giorni fa un sopralluogo al Mood e un altro al Sui. In entrambi i casi sono state impartite alcune prescrizioni e aspettiamo che queste vengano adempiute, dopodiché ci saranno altri sopralluoghi e se tutto sarà nella norma verranno date le autorizzazioni. Il prossimo sopralluogo al Mood Club sarà sabato».

Daniele Berardinelli, consigliere Forza Italia

Il consigliere Berardinelli ha però posto l’attenzione anche sul Santa Monica in via Cameranense. «A questo locale non è permesso organizzare manifestazioni al di là dell’orario di apertura dell’impianto sportivo vicino. L’amministrazione può agevolare i gestori, in modo che possano svolgere l’attività oltre gli orari previsti?», ha chiesto il consigliere. «Il Santa Monica ha una particolarità restrittiva – ha spiegato Sediari – in quanto è al servizio di un’altra attività, ovvero degli impianti sportivi. Gli orari di somministrazione sono quindi legati a quelli degli impianti sportivi e per modificarli servono delle autorizzazioni. Se arriverà una richiesta dai titolari, saremo disponibili al confronto e a trovare una soluzione per il bar, in modo che possa svolgere la propria attività come gli altri».