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Ancona

Operaio morto in cantiere, sindacati chiedono sicurezza e prevenzione

Uil, CISL e Cgil di Ancona esprimono vicinanza alla famiglia del 49enne napoletano morto a Camerano. Oltre a far luce sull'accaduto, ribadiscono la necessità di parlare sempre più di formazione

eliambulanza, elisoccorso Marche, 118
L'eliambulanza

ANCONA – La Feneal Uil, Filca CISL e Fillea Cgil di Ancona esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio di 49 anni, Pasquale Marigliano, di Napoli, che ha perso la vita nel cantiere del nuovo ospedale di Ancona sud-Inrca.

«Dopo Lucca e Milano siamo al terzo infortunio mortale nei cantieri da inizio dell’anno – dicono i sindacati- e al primo nelle Marche. Da inizio 2020, sono già 18 le morti bianche in Italia, numeri inquietanti che purtroppo seguono i trend occupazionali. Un bollettino che sembra essere quello di una “guerra” e non quello di un paese civile che vuole ripartire. Non ci abitueremo mai ad accostare la perdita di una persona al lavoro: strumento di autonomia, emancipazione e costruzione di una vita piena all’interno della comunità».

I sindacati chiederanno un incontro per comprendere e far luce sulle dinamiche dell’incidente sia alla committenza pubblica sia al consorzio d’impresa che sta realizzando l’opera, tracciare le responsabilità o le eventuali omissioni. «Non è possibile accettare che in una grande opera pubblica o in un cantiere si continui a perdere la vita – dicono le tre sigle – specialmente nelle Marche, che negli ultimi anni e nei prossimi, sono investite da un importante impegno infrastrutturale e dalla ricostruzione post sisma anche in relazione ai futuri cantieri di edilizia sanitaria».

Il bobcat con il corpo a terra, nel cantiere di Camerano
Il bobcat con il corpo a terra, nel cantiere di Camerano

«È chiaro però che il tema che per noi si ripropone deve essere la sicurezza nei cantieri e l’unicità del contratto edile con le sue specificità e peculiarità, che riguardano la formazione e la prevenzione presso i nostri enti bilaterali di settore, fatte salve poche e ben definite lavorazioni. Purtroppo, molto spesso assistiamo nei cantieri marchigiani alla fuga dal contratto edile e quindi ad un dumping contrattuale che abbassa di fatto il livello delle tutele contrattuali. Solo applicando il corretto contratto nazionale di riferimento si avranno quelle tutele in termini di formazione, prevenzione e sicurezza che possono far la differenza tra la vita e la morte».

«Crediamo, inoltre, che la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro vada di pari passo con la qualificazione delle imprese. Non tutti i soggetti economici, secondo i sindacati, dovrebbero intraprendere un’attività economica edile; per farlo non bisogna avere sole le capacità economiche adeguate ma anche una competenza e formazione adeguata. Per questo, chiediamo l’applicazione dell’art. 27 del DGLS 81/08 che prevede l’introduzione della patente a punti per le imprese. Ci aspettiamo che tutti gli organi competenti, le istituzioni e la magistratura, in tempi brevi, possano fare chiarezza su quanto avvenuto».