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Ancona

Ancona, Omicidio Michele Martedì: si attendono le perizie degli esperti della Procura

Per la perizia psichiatrica è stato incaricato il dottor Marco Ricci Messori, per quella informatica l'analista forense Luca Russo. La vicenda che segnò profondamente la città di Ancona risale all'8 dicembre del 2020

ANCONA- È ancora sospeso il tempo dannato per una svolta alla vicenda giudiziaria dell’omicidio di Michele Martedì, il parrucchiere 26enne massacrato con 10 coltellate lo scorso 8 dicembre dal suo ex compagno di scuola, coetaneo, Mattia Rossetti.

Una vicenda tra le più atroci degli ultimi anni, che ha segnato profondamente la città di Ancona dove soprattutto la vittima, giocatore di calcio e parrucchiere, era conosciutissima e ben voluta. Un ragazzo solare, vivace e con tanti amici. Proprio dalla cerchia delle sue “amicizie” è spuntato quello che si è poi rivelato essere il suo killer, un coetaneo con cui aveva diviso i banchi di scuola, ossessionato da Michele, dalla sua solarità, dal suo piacere agli altri e dalle sue vittorie. Una rivalità che è sfociata nell’aggressione omicida dell’8 dicembre 2020, la giornata dell’Immacolata bagnata del sangue innocente del 26enne anconetano, raggiunto da 10 coltellate che non gli hanno lasciato scampo. È successo vicino casa del parrucchiere, in via Maggini. Un agguato in piena regola.

Oggi, a distanza di mesi da quell’efferato crimine, il ricordo di Michele Martedì vive ancora negli occhi e nei cuori degli amici veri, dei famigliari, dei colleghi di lavoro e di quanti gli hanno voluto bene. Nella partita della Jesina di domenica, Mattia Martedì, ha dedicato alla memoria del fratello Michele il gol vittoria con cui la Jesina calcio ha battuto l’Anconitana al Del Conero nella prima di ritorno del campionato di Eccellenza.

Michele Martedì, 26 anni, ucciso da un ex compagno di scuola con 10 coltellate in via Maggini l’8 dicembre 2020

Invece resta rinchiuso nel carcere di Montacuto di Ancona il suo assassino, Mattia Rossetti, reo confesso del delitto («ho perso la ragione, spinto da qualcosa che non sono riuscito a frenare» aveva detto al giudice), così come era stato disposto dal gip Sonia Piermartini nell’udienza di convalida l’11 dicembre dello scorso anno. Non è in isolamento, condivide la cella con altri detenuti. Non è stato reso noto se in questi mesi durante i colloqui con la famiglia o con il suo avvocato Francesco Linguiti il 26enne abbia mai rivolto una parola per Michele, se la sua mente sia ancora annebbiata da deliri di odio (come quelli che aveva riversato in un video postato in rete e acquisito dagli inquirenti) o se nel suo cuore si sia rischiarato il pentimento. C’è molto riserbo su questo. Unica certezza è che al massimo entro fine mese dovrebbero essere depositate le perizie eseguite dai consulenti della Procura: per la perizia psichiatrica, incaricato il dottor Marco Ricci Messori, e per quella informatica su due cellulari (uno della vittima e uno dell’arrestato) e un pc (di Rossetti), l’analista forense Luca Russo. Solo successivamente, con l’avviso della conclusione delle indagini preliminari si andrà all’udienza preliminare e a dibattimento. Il giudice dovrà stabilire, in base anche alle risultanze delle perizie e all’accertamento delle condizioni psichiche di Rossetti, se il giovane dovrà restare a Montacuto o comunque a regime di un’altra forma di custodia cautelare (anche in una Rems). Un lunghissimo tempo sospeso questo comunque per le due famiglie distrutte, quella della vittima e anche quella del killer.