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Ancona

Omicidio di Chiaravalle, fissato il processo bis per il vicino ludopatico

Dopo la condanna all'ergastolo arrivata un anno fa, è stato fissato l'appello per Maurizio Marinangeli, accusato di aver ucciso una 85enne per rubarle l'oro

Maurizio Marinangeli
Maurizio Marinangeli

ANCONA – Da tre anni è in carcere per il delitto di Emma Grilli, la vicina di casa che avrebbe ucciso a coltellate, a Chiaravalle, per rubarle l’oro poi rivenduto per soddisfare il suo vizio del gioco. È stato fissato il processo di appello per Maurizio Marinangeli, 60 anni, cuoco, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio volontario e premeditato avvenuto il 17 luglio del 2018. Il processo bis ci sarà il prossimo 13 ottobre davanti alla Corte di Assise di Appello di Ancona. 

Il sopralluogo di Garofano a Chiaravalle
Il sopralluogo di Garofano a Chiaravalle con l’avvocato Carnevali

Era mattina quando l’imputato sarebbe entrato al piano di sotto, nell’appartamento dell’anziana, in via Verdi, accoltellandola più volte per strapparle via la collanina che indossava e derubarla di due fedi e altro oro custodito in casa.
Fu il marito dell’anziana a trovare la moglie ormai morta, rientrato poco dopo. Uno choc per la famiglia.

Il ricorso in appello è stato presentato dall’avvocato Emiliano Carnevali che punta a ribaltare il verdetto e a far ripetere l’istruttoria per dimostrare l’innocenza del suo assistito anche alla luce di una consulenza fatta fare a Luciano Garofano, generale dell’Arma di carabinieri in congedo ed ex comandate dei Ris di Parma. Garofano ha fatto due sopralluoghi a Chiaravalle per redigere una perizia sui fatti.

Ancora recluso nel carcere di Pesaro Marinangeli ha ricevuto nei giorni scorsi anche un avviso di conclusioni indagini per il reato di calunnia. A denunciarlo è stato l’albanese Tony da lui citato nel processo come la persona che quella mattina gli diede l’oro della Grilli da vendere al compro oro. Una vendita fruttata 400 euro. L’albanese fu chiamato a testimoniare nel primo grado del processo e negò di conoscere Marinangeli e di avergli dato gioielli da rivendere. Poi lo denunciò per calunnia.