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Ancona

Obbligo vaccinale nelle Marche, approvato il Testo Unico

Per accedere ai nidi, pubblici e privati e ai servizi all'infanzia, i bambini da zero a tre anni di età dovranno essere vaccinati. Il governatore della Regione, Luca Ceriscioli: «Daremo un messaggio molto forte che sostiene l'obiettivo di salute per tutti»

Il Consiglio Regionale
Il Consiglio Regionale

ANCONA- È stato approvato con 20 voti favorevoli e 6 contrari il Testo Unico che mantiene l’obbligo vaccinale nelle Marche, quale requisito di accesso ai servizi per l’infanzia nella fascia di età compresa da zero a tre anni. Contrari Movimento 5 Stelle e Laga Nord. Da inizio anno scolastico solo i bambini vaccinati potranno accedere a nidi d’infanzia, centri per l’infanzia, spazi per bambini, bambine e per famiglie, centri di aggregazione per bambini, bambine e adolescenti, agrinido, nidi domiciliari e servizi sperimentali. In questa maniera la Regione Marche si rende indipendente rispetto alle disposizioni del Governo in materia vaccinale per quanto concerne i servizi all’infanzia di sua competenza.

Respinta con 11 voti contrari e 9 favorevoli la mozione 343 della Lega per l’Istituzione di un servizio regionale per la prevenzione, la valutazione e la sorveglianza delle reazioni avverse ai vaccini.

Il Testo Unico approvato interviene su due fronti, da un lato sulla Legge 9 del 13 maggio 2003 che disciplina i servizi all’infanzia e dall’altro sulla Legge 28 del 9 agosto 2017 che aveva introdotto l’obbligo vaccinale in ambito regionale. La Regione individua nella vaccinazione uno strumento indispensabile di prevenzione primaria, per la tutela della salute di minori e adulti.

Luca Ceriscioli

«La questione ‘vaccini’ torna in discussione nel consiglio regionale delle Marche – ha detto il Governatore Luca Ceriscioli – La maggioranza di centrosinistra ha infatti unificato in unico testo due proposte di legge che, sostanzialmente, ribadiscono la necessità di adempiere all’obbligo vaccinale per iscrivere i bambini a nidi e centri per l’infanzia nell’anno scolastico/educativo 2018/2019. È intenzione del Governo modificare la legge sull’obbligo vaccinale ed e’ per questo che si e’ reso necessario andare ad adeguare la normativa regionale che fa riferimento alle normative nazionali- ha sottolineato – Nel nuovo testo non ci sara’ alcun riferimento a provvedimenti nazionali. La nostra legge ribadisce la necessità, nelle Marche, di adempiere all’obbligo vaccinale per iscriversi a nidi e centri per l’infanzia. Facciamo chiarezza anche nei confronti di genitori e dirigenti scolastici su come comportarsi in occasione dell’avvio di questo anno scolastico».  Una difesa, quella di Ceriscioli, non solo dei vaccini, ma anche dell’obbligatorietà: «purtroppo ci sono momenti in cui di fronte ad una situazione|reale diventa importante scegliere la strada obbligatorietà. Purtroppo c’e’ in Italia un movimento antiscientifico|che dice cose non vere all’opinione pubblica».

«Un messaggio molto forte che sostiene l’obiettivo di salute per tutti», ha detto il governatore , il quale  ha sottolineato che non esiste una motivazione scientifica che vada contro le vaccinazioni. Riguardo ai dati sulle segnalazioni relative alle reazioni avverse ai vaccini «Nessuna di queste è risultata correlata alle vaccinazioni», ha detto Ceriscioli, il quale ha anche sottolineato che entro l’anno sarà completato il percorso dell’anagrafe regionale sulle vaccinazioni.

Fabrizio Volpini
Fabrizio Volpini, presidente della IV Commissione Sanità

«Sono molto soddisfatto per l’affermazione di un principio di civiltà – ha dichiarato il presidente del consiglio, Antonio Mastrovincenzo –  Vale a dire assicurare nella Regione Marche l’effettiva tutela della salute dei nostri figli, grazie anche alla vaccinazione che, come dichiarato dall’Oms, rappresenta la più importante scoperta medica da parte dell’uomo».

«Una proposta di legge che nasce per riportare ordine ad una situazione di confusione che si è determinata nel paese, nel mondo della scuola e dei servizi educativi», ha sottolineato il presidente della IV Commissione Sanità Regionale Fabrizio Volpini, in seguito all’emendamento del Governo, inserito nel Milleproroghe, che fa slittare l’obbligo vaccinale per l’inserimento dei bambini nei servizi educativi stabilito dalla Legge Lorenzin. Una legge, quella della Lorenzin, «Nata sulla scia del preoccupante calo delle coperture vaccinali, registrati negli ultimi anni – ha ricordato Volpini – sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, sia per quelle fortemente consigliate, tra le quali c’è il morbillo, che è quella che maggiormente preoccupa». Una necessità secondo Volpini, che ha ricordato nel suo intervento in aula che nel 2005 nelle Marche i dati sulle coperture vaccinali per il morbillo registravano un 79,2%, «Quando la soglia di copertura per immunità di gregge è posta dall’OMS al 95%. Ad un anno dall’entrata in vigore della Legge Lorenzin – ha detto Volpini – le coperture stanno salendo in tutta italia in maniera importante», copertura che attualmente nelle Marche si attesta all’88%.

Voto contrario della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Romina Pergolesi, la quale ha contestato il carattere di urgenza del testo unico, dal momento che le coperture vaccinali hanno registrato un aumento e «non c’è nessuna epidemia». Una proposta di Legge che secondo la consigliera pentastellata Pergolesi, intende contrastare l’operato del Governo e che, escludendo i bambini non vaccinati dalle scuole e dai servizi educativi «Si ripercuoterà su bambini, famiglie e coordinatori». Inoltre «Se le coperture vaccinali sono calate, la responsabilità è di chi ha governato in quegli anni, ha precisato Romina Pergolesi». Contestato anche il mancato monitoraggio da parte della Regione Marche sulle reazioni avverse ai vaccini: la Regione Marche, ha sottolineato la Pergolesi, «È fanalino di coda nel report Aifa Nazionale».

Gianni Maggi, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle

Voto contrario anche del capogruppo dei 5 Stelle Gianni Maggi,  il quale ha evidenziato che nelle Marche mancano all’appello riguardo alle vaccinazioni l’8% dei bambini, il 3% dei quali avrebbe già preso appuntamento per l’esecuzione dei vaccini, «un solo bambino non vaccinato in una classe non rischia né per se stesso, né fa rischiare gli altri».