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Ancona

Nuovo Dpcm, possibile tregua a musei e pinacoteche: le reazioni anconetane

Con il nuovo decreto potrebbero riaprire in zona gialla i luoghi della cultura. Carloni della Pinacoteca Comune di Ancona e Grassini del Museo tattile Omero raccontano l'attesa e le problematiche che potrebbero presentarsi

Pinacoteca Ancona
Un'immagine della Pinacoteca comunale del Comune di Ancona

ANCONA – Nelle ipotesi sempre più certe che stanno circolando del nuovo Dpcm, che entrerà in vigore a partire da domani, sembra finalmente esserci tregua per musei e pinacoteche. Se le attese saranno rispettate, infatti, i luoghi della cultura potranno rimanere aperti nelle regioni gialle e nei giorni feriali. Un primo passo rispetto al passato che potrebbe segnare un’inversione di tendenza rispetto alle difficoltà riscontrate negli ultimi mesi.

I miglioramenti potranno vedersi a lunga gittata visto e considerato che, con i nuovi parametri Rt più restrittivi, tutta l’Italia sta per terminare in zona arancione con tutti i divieti del caso tra cui la riapertura di musei e pinacoteche. La riapertura, intanto, riguarderà non solo queste ultime due categorie ma anche le gallerie e gli spazi espositivi che potranno riprendere il loro cammino nel rispetto di tutti i protocolli. Indicativo il parere del ministro della Salute Roberto Speranza: «Sono il luogo simbolico della cultura del nostro Paese ed è giusto che possano tornare a disposizione della cittadinanza».

Una facciata del Museo tattile Omero di Ancona

Le reazioni degli anconetani

Maria Vittoria Carloni della Pinacoteca comunale di Ancona ha fotografato così la situazione attuale: «Da parte nostra c’è ottimismo perché forse qualcosa cambierà rispetto al passato. Possiamo dirci già organizzati per riaprire nel miglior modo possibile con tutti i crismi e le precauzioni del caso. Garantisco che non abbiamo mai abbassato la guardia già dal primo lockdown e riteniamo di poter riaprire i battenti garantendo la salute dei visitatori».
Questo periodo di difficoltà è stato utile anche per sviluppare alcune modalità alternative: «Abbiamo potenziando il nostro settore multimediale non fermandoci, di fatto, mai. Sulla piattaforma dei musei cittadini sono state caricate tantissime collezioni e ci siamo anche adoperati per creare un vero e proprio tour virtuale. Siamo cresciuti e ci siamo evoluti, ora speriamo di riaprire a tutti gli effetti».

Pragmatismo e realismo emergono dall’analisi di Aldo Grassini, presidente del Museo tattile Omero di Ancona: «Riaprire i musei con tutte le limitazioni del caso sarebbe già un grande risultato solo che, come accaduto negli ultimi mesi, abbiamo la spada di Damocle della zona arancione puntata addosso. Questo rende penalizzante la situazione e soprattutto generale ansia e preoccupazione. Inoltre ci sono anche motivazioni logistiche, dobbiamo organizzare i turni e stabilire bene le varie procedure legate alle riapertura».
Sulle modalità alternative Grassini si ritiene soddisfatto: «Abbiamo rimodernato interamente il sito puntando fortemente sull’accessibilità. La tecnologia va avanti a velocità supersonica e rivolgendoci ad un pubblico “particolare” (tra cui ovviamente quello dei non vedenti) dobbiamo pensare a tutti senza lasciare indietro nessuno. Tutto questo è positivo ma è pur sempre un palliativo. La riapertura cambierebbe completamente le cose, in positivo».