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Ancona

«Noi portiamo fango, voi portate sangue»: corteo e flashmob contro la Regione Marche. Ecco lo Sciopero Globale per il clima

Il gruppo Arvultura di Senigallia ha portato la melma dell'alluvione, spalmandola sui muri di Palazzo Raffaello. Polemiche per le scuole ancora chiuse nella valle del Misa. Chiusaroli, Friday For Future Ancona: «Il cambiamento climatico è in atto. Vogliamo essere ascoltati»

ANCONA- “Noi portiamo fango, voi portate sangue”. Queste le forti parole riferite all’alluvione nel senigalliese nello striscione che oggi, venerdì 23 settembre, ha aperto il corteo di Fridays for Future Ancona, partito dalla sede della Regione Marche in occasione dello sciopero globale per il clima. Prima dell’inizio della manifestazione un flash mob dell’Arvultura di Senigallia che ha portato del fango e lo ha lanciato e spalmato sui muri e sulle scale di Palazzo Raffaello. Lo stesso fango che nei giorni scorsi è straripato dai fiumi Misa e Nevola investendo la zona del senigalliese e che i cittadini si trovano ancora a spalare. La recente tragedia dell’alluvione è stata al centro dello sciopero.

«L’inaspettato gesto del fango contro la sede della Regione Marche da parte del gruppo di Senigallia ha voluto sottolineare come ci siano state mancanze perché ciò che è successo si poteva prevedere e la gravità mitigare. La Regione ha delle responsabilità, la politica locale ha tagliato i fondi per fare prevenzione e pulizia dei fiumi – afferma Filippo Chiusaroli di Fridays for Future Ancona -. Dopo un’estate così siccitosa i campanelli d’allarme di quello che sarebbe potuto succedere c’erano, ma la politica non ha fatto nulla ed ha aspettato che succedesse la tragedia. Quando parliamo dell’alluvione emerge un duplice problema: il primo è la responsabilità climatica, il secondo la mancanza di prevenzione».

A prendere la parola anche un professore di Senigallia che nell’alluvione ha perso una sua studentessa, Noemi Bartolucci di 17 anni mentre la madre, Brunella Chiù, è ancora dispersa. «Quest’anno avrei voluto vederla senza mascherina, sorridente. Invece questo anno scolastico per noi è iniziato in modo tragico. Siamo molto arrabbiati per questo – dice al megafono -. Le scuole a Senigallia e in tutta la valle del Misa sono ancora chiuse. Invece di tirarsi su le maniche e ripulire il fango ed impiegare tutte le forze disponibili, chiudono le scuole e ci propongono la didattica a distanza. È una vergogna! Le scuole devono rimanere aperte perché sono lo spazio della democrazia, dell’apprendimento e dell’uguaglianza. Invece rimangono sempre in fondo ai finanziamenti.

Al corteo organizzato da Fridays for Future Ancona hanno preso parte circa 300 persone tra studenti universitari e delle scuole, associazioni ambientaliste, sindacati, collettivi e manifestanti provenienti da tutta la provincia.

«Questo sciopero cade a pennello perché ci sono le elezioni (domenica 25 settembre ndr). Noi non vogliamo solo votare, vogliamo essere partecipi nella politica ed essere ascoltati. Nessuno invece ci ascolta e lo vediamo dalle agende politiche che non prevedono la lotta alla crisi climatica. Vogliamo essere ascoltati!- aggiunge Filippo Chiusaroli -. Spesso ci dicono che dovremmo pensare a lavorare e a studiare, noi invece ci chiediamo quale sarà il nostro futuro. Abbiamo paura di non arrivare alla vecchiaia, paura dell’insicurezza alimentare. Basti pensare che con l’estate siccitosa di quest’anno abbiamo perso buona parte dei raccolti. Il cambiamento climatico è in atto, è arrivato il momento di agire».

Il corteo partito da via Tiziano è arrivato in piazza Ugo Bassi. In Piazzale della Libertà i manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’alluvione.

Il Siulp Ancona denuncia la mancanza di un adeguato dispositivo di sicurezza durante la manifestazione odierna. «Momenti di tensione davanti alla Regione Marche con un dispositivo di sicurezza non ottimale poiché quello che ne è scaturito, seppur come gesto simbolico, del lancio di fango, è la dimostrazione della “perfettibile” gestione delle risorse della sicurezza. La forza impiegata si è dimostrata insufficiente e la situazione che è venuta a crearsi poteva mettere a serio rischio l’incolumità dei colleghi che solo grazie alla propria professionalità hanno evitato che la situazione degenerasse», dichiara Alessandro Bufarini, Segretario Generale del Siulp Ancona, che ha anche evidenziato «la non comprensibile gestione delle forze di Polizia a disposizione nel territorio durante l’alluvione ed il mancato impiego del personale del XIV Reparto Mobile di Senigallia nelle esigenze connesse all’evento. Quello che è successo dopo il 15 settembre u.s., per il XIV Reparto Mobile non è comprensibile se si considera anche l’impiego, in riforzi, di Reparti della Polizia di Stato provenienti da Perugia e Pescara o dei Carabinieri da Bologna con conseguente gestione organizzativa ed economica di vitto e alloggio, perché la nostra provincia, seppur “declassata” ha tutte le Specialità.

Il personale della Questura di Ancona non ce la fa più, da solo, a gestire le esigenze di ordine pubblico ed il Siulp ritiene fondamentale continuare a potenziare le esigenze di controllo del territorio e quelle info-investigative, se del caso, riorganizzando le risorse a disposizione»