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Ancona

Niente premio ai medici negli ospedali Covid, per l’Asur è colpa dei sindacati

La direttrice Nadia Storti replica alle organizzazioni sindacali accusandole di non voler chiudere le trattative sui bonus al personale sanitario per questioni pregiudiziali

Nadia Storti, direttore generale Asur Marche
Nadia Storti, direttore generale Asur Marche

ANCONA – Arrivano i primi bonus per il personale Asur impegnato nella lotta al coronavirus. Ad annunciarlo è la direttrice generale Nadia Storti che comunica come siano per essere ricevuti i famosi 100 euro di premio, previsti dal decreto legge 18/2020 del presidente del consiglio dei ministri, oggetto di tante polemiche. Polemiche che non finiscono nemmeno con questo annuncio poiché l’Asur replica ai sindacati accusandoli di non voler chiudere la trattativa bloccando di fatto importanti risorse.

La vicinanza. Nella sua comunicazione ufficiale, l’Asur Marche sostiene di lavorare per far sì che ai propri operatori sanitari, «che si stanno impegnando con spirito di sacrificio e senso di abnegazione», venga riconosciuto rapidamente tutto quanto consentito dalle norme e dai contratti di lavoro. «Un atto dovuto quale segnale di vicinanza e apprezzamento».

Se per il personale non dirigente è già arrivata, con lo stipendio di marzo, una prima somma di incentivi legati alla performance 2019 e, con lo stipendio di aprile, invece il “premio” dei 100 euro, ciò non è ancora possibile per quanto riguarda il personale medico. E la colpa è secondo l’Asur dei sindacati. «La trattativa con le organizzazioni sindacali di categoria per definizione dei contratti integrativi di Area Vasta, avviata dall’agosto 2018, non si è ancora conclusa, anche per questioni pregiudiziali, alle quali la direzione ha dato ampia disponibilità per trattarle separatamente ed in fasi successive. Uno stallo che, fra competenze annuali e residui, tiene bloccate risorse contrattuali di oltre 26 milioni di euro».

L’affondo. La dottoressa Storti afferma di aver «invitato tutte le sigle sindacali a una rapida sottoscrizione degli accordi, quale estremo tentativo di chiudere la trattativa secondo corrette relazioni sindacali», ma di aver appreso dalla stampa che le posizioni di alcuni esponenti non sono cambiate «ignorando, a parere di questa direzione, le attese dei tanti medici impegnati sul campo». Come a dire: le nostre condizioni puntano al bene del personale medico, i vostri pregiudizi, invece, no.

Atto di forza. L’Asur vuole andare avanti con una «adozione provvisoria dei contratti integrativi, se necessario anche in forma unilaterale, affinché anche ai dirigenti medici possano essere corrisposti, negli stretti tempi tecnici necessari, gli incentivi per gli obiettivi raggiunti e quant’altro dovuto», attuando nel frattempo il nuovo contratto nazionale dei medici, sottoscritto a fine anno. Tra gli aspetti da sottolineare c’è la valorizzazione economica del lavoro dei medici neoassunti con un incremento di 1.500 euro e l’adeguamento della retribuzione di posizione dei medici con 5 anni di esperienza al valore minimo di 5.000 euro; il pagamento degli incrementi contrattuali e degli arretrati.

Proprio per eliminare gli ostacoli nella trattativa, l’Asur sta valutando anche di riconoscere al personale sanitario impegnato nei covid-hospital una retribuzione aggiuntiva, come ad esempio l’indennità di malattie infettive, lo straordinario ed altre misure straordinarie in via di definizione, oltre alla stabilizzazione del personale precario. «Nessun compenso economico può ripagare I’impegno e il sacrificio di tanti operatori – conclude la Storti – ma l’impegno a corrisponderli senza indugio si ritiene sia un segno di vicinanza ed apprezzamento».