Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Nave imbottita di cocaina, maxi condanna per il mozzo: sconterà 10 anni

A bordo del mercantile Adrienne, battente bandiera liberiana, attraccato al porto di Ancona, erano stati trovati 216 chilogrammi di droga

Una veduta del porto di Ancona

ANCONA – Era stato un carico di droga record, scoperto al porto dorico: 216 chilogrammi di cocaina. È arrivata la maxi condanna per il marinaio arrestato nella nave mercantile Adrienne il 1 ottobre del 2020. Nei guai era finito un mozzo, un filippino di 38 anni (Balag Melvin Bogtong) che fu arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Ieri, al tribunale di Ancona, è stato condannato a dieci anni e 40mila euro di multa in abbreviato. Così ha deciso il gup Paola Moscaroli dopo l’udienza.

L’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Cutrona, era in video collegamento con il carcere di Montacuto dove è recluso dal giorno dell’arresto. Il suo legale aveva chiesto l’assoluzione o in seconda battuta la pena più bassa perché il mozzo si è dichiarato estraneo a quel carico che aveva contribuito a far trovare una volta che finanzieri e carabinieri si erano portati a bordo per un controllo, certi che nella nave ci fosse tanta droga. Lui aveva le chiavi di un magazzino sigillato con dei bulloni.

La Procura aveva chiesto per lui il giudizio immediato  procedendo a sequestrare anche i cellulari di altri sei membri dell’equipaggio (erano indagati a piede libero) le cui posizioni sono state però stralciate e viaggerebbero verso l’archiviazione. L’avviso di garanzia aveva raggiunto il comandante della nave Adrienne battente bandiera Liberia, ferma al porto di Ancona, un primo ufficiale, un cuoco, un direttore di macchina, un assistente e un marinaio, tutti di nazionalità filippina, ucraina e russa. Erano indagati anche loro per detenzione di sostanza stupefacente in concorso ai fini dello spaccio, la stessa accusa del mozzo condannato.

Era stato un blitz interforze fatto a bordo da fiamme gialle e carabinieri coordinato dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Ancona e L’Aquila a far trovare lo stupefacente. Il mozzo aveva le chiavi del ripostiglio sigillato con dei bulloni, dove era la droga e sarebbe stato lui ad indicarla collaborando. L’ipotesi è che lo stupefacente fosse destinato ai traffici illeciti della criminalità organizzata abruzzese. Le motivazioni della sentenza arriveranno tra 90 giorni. La nave, dopo il sequestro di droga e l’arresto, era ripartita per proseguire la sua attività. Trasportava caolino.