È nato il comitato “No al muro, sì al mare” contro la barriera antirumore di Rfi. Partita la raccolta firme

Il comitato estende a tutti i cittadini interessati l’invito ad aderire al gruppo e a firmare la petizione. Signorini: «Falconara non rinuncerà al mare e combatterò al fianco dei cittadini contro l’opera che vuole realizzare Rfi, perché avrebbe un impatto disastroso sul piano ambientale»

Da sin. Paolo Baldelli, Clemente Rossi, Stefania Signorini, Valentina Barchiesi, Luigi Galatello

ANCONA – Per dire no alle barriere antirumore di Rfi è nato il comitato di cittadini “No al muro, sì al mare”. Con una raccolta firme, tutti i cittadini potranno esprimere la propria contrarietà alla realizzazione delle barriere che Rfi intende realizzare lungo la linea ferroviaria Adriatica, per abbattere la rumorosità dei convogli rispetto al centro abitato che si sviluppa lungo via Flaminia.

«Desideriamo spiegare a tutti i cittadini in cosa consiste l’opera di Rfi – spiega il portavoce del comitato Luigi Galatello – e raccogliere le firme per contrastarla, anche per dare al Comune più forza per dire no. Chi vive sul lato della ferrovia si ritroverà come un pollo in gabbia, non vedrà più la luce del sole e non avrà garantita l’areazione della propria abitazione. Tutta la città sarà penalizzata perché non si vedrà più il mare, che è una delle sue principali risorse. Le case diventeranno insalubri e la barriera sulla statale creerà inquinamento da polveri sottili in tutta la città. Chiediamo soluzioni alternative e nuove misurazioni del rumore. Il progetto di Rfi può avere delle alternative, come l’arretramento della linea ferroviaria oppure binari antirumore».

Il comitato estende a tutti i cittadini interessati l’invito ad aderire al gruppo e a firmare la petizione e ha già attivato la pagina Facebook “No al muro, sì al mare” e l’indirizzo e-mail comitatonomuro@gmail.com. Per raccogliere le firme sono stati messi a disposizione dal Comune i locali della biblioteca comunale all’interno del Centro Pergoli di piazza Mazzini e quelli dell’Anagrafe in via Roma. Altri punti di raccolta sono stati individuati in una serie di attività commerciali di Falconara, che saranno indicate tramite la pagina Facebook del comitato e attraverso i canali informativi del Comune. In ogni negozio sarà esposta una locandina con il logo del comitato: il fotomontaggio del murales di Run, realizzato nell’edificio di via Bixio 22, con i due personaggi che, anziché il mare, guardano il muro verde di Rfi.

Il logo del comitato: il fotomontaggio del murales di Run nell’edificio di via Bixio 22

Oggi tra i primi firmatari della petizione, il sindaco Stefania Signorini e gli assessori Valentina Barchiesi e Clemente Rossi. «Falconara non rinuncerà al mare – dichiara la Signorini – e combatterò al fianco dei cittadini contro l’opera che vuole realizzare Rfi, perché avrebbe un impatto disastroso sul piano ambientale. Rfi ha proposto una soluzione standardizzata che non tiene conto delle diversità morfologiche delle diverse realtà italiane. Ho auspicato e sollecitato la nascita del comitato, che renderà ancora più forte e incisiva la contrarietà della città alle barriere».

Per l’Amministrazione e il comitato, l’opera diventerebbe un vero e proprio «muro» tra la città e il mare, una struttura che porterebbe un «peggioramento della qualità della vita in termini paesaggistici e ambientali». «Siamo determinati a condurre una vera battaglia – dichiara l’assessore all’Urbanistica Clemente Rossi – agendo sul piano politico, istituzionale e legale. Metteremo in campo tutte le azioni possibili e il comitato supporta la nostra battaglia. La questione non interessa solo chi abita lungo via Flaminia, ma riguarda l’intera città e chi la frequenta, in particolare nel periodo estivo».

Da sin. Valentina Barchiesi, Stefania Signorini, Clemente Rossi, Luigi Galatello

L’assessore ai Lavori pubblici Valentina Barchiesi ricorda che il «Comune si è già espresso contro l’esproprio delle aree comunali» e sottolinea le «gravi penalizzazioni temporanee durante i 5 anni di lavori». La durata dei lavori è stimata in 63 mesi (di cui tre per attività propedeutiche ai cantieri) e lungo la Flaminia, durante l’allestimento del cantiere, si perderebbero infatti circa 200 posti auto, oltre all’utilizzo del cavalcavia di via Cairoli e della scalinata di accesso al sottopasso di via Trieste.

Tra i motivi del no, elencati nel modulo per la raccolta delle firme, i cittadini indicano: segregazione degli abitanti degli immobili siti lungo la Flaminia nel lato ferrovia; deturpamento della vista mare e del paesaggio in maniera irreparabile e perdita di verde pubblico; aumento delle polveri sottili sulla Flaminia (e non solo) con conseguente aumento dell’inquinamento dell’aria; violazione del diritto inalienabile all’irraggiamento solare della propria abitazione; azzeramento del ricambio dell’aria dovuto alla brezza che viene dal mare; peggioramento della qualità della vita, aumento del degrado della città e del rischio di delinquenza, tra cui i furti; svalutazione immobiliare della città e danno economico agli operatori turistici; compromissione dei manufatti storici sulla Flaminia (es. Viale Marotta, soggetto alle procedure di tutela ai sensi del D.lgs. 42/2004, in quanto realizzato da più di 70 anni); aumento dell’inquinamento acustico sulla Flaminia a causa del rimbalzo del rumore del traffico sulle barriere fonoassorbenti.