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Ancona

Natale, un’opportunità per bar e ristoranti del centro

Giulia Mazzarini di Confartigianato spiega il difficile momento del settore, messo a dura prova prima dal Covid e poi dai rincari energetici, e le scelte fatte per rilanciarlo

Piazza Cavour e la ruota panoramica

ANCONA – Grazie a BiAnconatale, il “cartellone” natalizio del Comune di Ancona, ma anche a tutte le iniziative che dai prossimi giorni fino al termine delle festività animeranno il centro e altri quartieri, Ancona diventerà per un mese e mezzo un luogo d’attrazione e d’aggregazione, con conseguente ritorno economico per i tanti esercizi, commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, messi a dura prova dai rincari energetici del periodo. Momento di difficoltà ma anche di opportunità, per bar, pub e ristoranti, così come per i negozi anconetani, che attendono il periodo delle festività natalizie e gli eventi a esse collegati per rilanciare l’offerta e la propria economia.

È Giulia Mazzarini, responsabile del comparto alimentare di Confartigianato imprese Ancona e Pesaro e Urbino, a spiegare il “sentiment” di baristi e ristoratori anconetani: «Premetto che il settore parte già in salita, dopo tre anni caratterizzati dalla pandemia e poi dal caro-energia. Il problema energetico è l’ennesima preoccupazione che pesa sul comparto, insieme all’aumento dell’inflazione che incide anche sulla capacità di spesa delle famiglie. Noi di Confartigianato abbiamo cercato di organizzare una serie di iniziative che si aggiungono a quelle del Comune, con l’obiettivo di promuovere le attività di somministrazione. A ottobre c’è stato “Food & drink”, dal 18 al 20 novembre ci sarà “Choco Marche”, evento che organizziamo da vent’anni e che ha l’obiettivo di portare tanta gente in città e far lavorare l’indotto, commercianti e aziende della somministrazione. Ci saranno anche appuntamenti di degustazione in cui interverranno le stesse aziende, dunque l’evento nell’evento. Ovviamente come sindacato svolgiamo anche un continuo monitoraggio della situazione per contribuire al sostegno delle imprese».

E c’è chi, pur nelle difficoltà, prova la risalita, nuotando controcorrente: «Alle imprese va riconosciuto il fatto che, a fronte di un periodo difficile, hanno cercato di non aumentare i prezzi, di mantenere un’offerta interessante e di qualità – conclude Giulia Mazzarini -. Alcune hanno tenuto chiuso nei giorni di minore affluenza per sopperire in parte agli aumenti, mantenendo il servizio e il presidio in città. Altre hanno addirittura rilanciato l’offerta: sia la Degosteria, sia Zucchero à Velo, per esempio, hanno aperto due nuovi punti, a dimostrazione dell’entusiasmo con cui fronteggiano il momento difficile».