Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Natale ai tempi del covid, cala la spesa per i regali nelle Marche

Indagine Della Confcommercio Marche. Il direttore Massimiliano Polacco: «Pesante divario tra il dato nazionale e quello regionale. Scontiamo ancora le conseguenze del sisma»

regali di natale
regali di natale

ANCONA – Il pesantissimo impatto del Covid sul reddito familiare ha segnato profondamente le attitudini d’acquisto degli italiani. Quest’anno in Italia la spesa complessiva cala del 18%. Forte crescita per gli acquisti di abbonamenti a piattaforme streaming e buoni per acquisti on line. Si confermano al top generi alimentari e giocattoli. L’atmosfera di incertezza ha “colpito”, anche nelle Marche, la consolidata abitudine di cominciare a fare regali a fine novembre e la spesa complessiva per i regali di Natale è calata del 22% nella Regione Marche. 

«Il dato della nostra regione è spiegabile per almeno due motivi – commenta il direttore Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco –. Le Marche avevano una condizione già critica prima del Covid per via degli effetti del sisma che ha creato un’area dove erano già presenti dei chiari segnali di difficoltà poi acuiti dalle restrizioni imposte dall’emergenza. La seconda ragione è certamente legata alle problematiche della produzione industriale che ha subito pesantemente gli effetti economici della pandemia. L’insieme di questi due elementi ha creato un pesante divario tra il dato italiano e quello della nostra regione dove il calo della spesa complessiva è più alto di ben quattro punti rispetto a quello nazionale».

Quest’anno, soprattutto a causa della crisi e dell’incertezza di molti consumatori marchigiani che attendevano di sapere cosa sarebbe successo nella propria zona e, quindi, quali possibilità di “movimento” avrebbero avuto per festeggiare il prossimo Natale, si è registrata una inversione di tendenza ad anticipare l’acquisto dei regali approfittando delle campagne scontistiche di fine novembre (come il Black Friday e il Cyber Monday): la quota di acquisti effettuati tra il 16 e il 30 novembre si è ridotta, infatti, dal 26% al 20%, mentre sono aumentati i consumatori che stanno preferendo la prima metà di dicembre per l’acquisto dei regali (60,9% contro il 51,3% del 2019). Solo il 15,8% si dedicherà alla “caccia” al regalo tra il 16 e il 31 dicembre.

I generi alimentari si confermano anche per il 2020 la tipologia di regalo più diffusa per i marchigiani: il 68% dei rispondenti ha affermato che effettuerà un regalo di questo genere; seguono giocattoli (51,2%), libri ed ebook (47,2%), abbigliamento (45%) e prodotti per la cura della persona (36%). Tra i prodotti acquistati che registrano un forte calo, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, spiccano soprattutto i biglietti per spettacoli e concerti (-25,9%) e i trattamenti di bellezza e massaggi presso le Spa (-25%); anche i viaggi, con un calo di quasi il 5%, risultano penalizzati dall’attuale situazione; sul versante opposto, spicca l’aumento dei regali “digitali” che possono essere acquistati senza doversi recare presso i negozi fisici: in particolare, abbonamenti a piattaforme streaming (Netflix, Amazon, etc.) +10,5% e buoni regalo per acquistare online (+7,2%).

Quest’anno per i regali si spenderanno complessivamente 360 milioni, in calo del 22% rispetto allo scorso anno. In termini pro capite, si spenderanno 158 euro, cifra leggermente inferiore a quella del Natale 2019. Con riferimento al budget stanziato, aumentano i consumatori che spenderanno meno di 300 euro per i regali (94,2% erano il 91,6% nel 2019) e si riduce in modo vistoso la percentuale dei consumatori che spenderanno oltre i 300 euro (-31% la variazione percentuale rispetto al 2019). Comportamenti che, nel complesso, diminuiscono il valore degli acquisti.

Tra coloro che percepiscono la tredicesima, il 29% la metterà da parte sotto forma di risparmio, il 28,2% la utilizzerà per le spese per la casa e la famiglia, mentre il 16,5% la utilizzerà per acquistare i regali di Natale, il 12,1% ci pagherà tasse e bollette e il 14.2% la userà per le spese correnti.