Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Ecco i Feeling Blink: «Portiamo il rock tra la gente. La pandemia? Il nostro trampolino di lancio»

Quattro ragazzi e il sogno di fare musica: «Abbiamo iniziato con dei video durante il lockdown e la zona rossa. Poi, il bus in panne, la corsa in autostrada e il sold out della prima sera. Tutto stupendo, ma che paura quando il fonico si è sentito male»

I "Feeling Blink". Da sinistra: D'Ambrosi, Pomioli, Virgili e Cerolini

ANCONA – Quattro ragazzi, due voci e quell’incredibile voglia di inseguire il sogno di fare musica. Si chiamano “Feeling Blink” e sono una delle ultime band approdate nel panorama marchigiano. La pandemia, per i 4 giovani musicisti fermani, è stata il trampolino di lancio proprio quando, per via del lockdown, la musica era ferma e i locali restavano chiusi.

L’idea di fondare un complesso rock l’ha avuta, un anno fa, il 23enne Samuele Virgili, appassionato del famoso gruppo americano “Blink 182”. È lui uno dei frontman della band, insieme a Michele Pomioli. Virgili, di Porto San Giorgio, studia Giurisprudenza a Macerata. «Il mio sogno? Ancora non lo so – dice. Ho accantonato l’idea della magistratura. Forse farò l’avvocato, perché mi piace stare dalla parte dei più deboli, ma sarà difficile scegliere tra musica e diritto».

Samuele, presenza scenica invidiabile e un sorriso da bravo ragazzo, ha il rock nel sangue, eppure non si direbbe: «L’apparenza inganna» – scherza lui, alla sua prima intervista. Virgili, che cantava per gioco sotto la doccia, la prima chitarra l’ha ricevuta a 2 anni. «Me l’ha regalata mio padre. Poi, ho preso lezioni di musica, non di canto. Avevo superato l’esame per il Conservatorio, ma sono finito allo scientifico di Fermo, il Temistocle Calzecchi Onesti». La musica, però, dalla sua vita non se n’è mai andata.

«Durante la pandemia – racconta Virgili – ho pensato di realizzare il mio sogno: fondare una band. E col mio coinquilino, Michele Pomioli, l’abbiamo fatto. Il mio migliore amico, Benedetto D’Ambrosi, suona la batteria, mentre un suo amico, Riccardo Cerolini, sta al basso. Io sono cresciuto coi “Blink” – prosegue Virgili – ma suono anche Vasco Rossi.

Con la zona rossa si poteva fare poco: «Provavamo da casa, registrando dei video che pubblicavamo su Instagram. È stata la zona arancione ad averci permesso di provare nello studio sotto casa mia, a Porto San Giorgio» – spiega Virgili. Il logo della band? L’ha designato un’amica.  

I “Feeling Blink” durante un’esibizione. Al centro, Samuele Virgili

Le prime serate sono arrivate nell’estate del 2021: «Abbiamo riempito i locali, ma molti erano nostri amici. È stato bellissimo, quasi non ci credevamo. È stupendo far divertire la gente e coinvolgere il pubblico, anche se siamo un po’ sfigati, perché ce ne capita sempre una».

«La prima serata l’abbiamo fatta per miracolo, così come le altre. Succedono cose comiche: come quella volta che siamo arrivati per miracolo al nostro esordio. Io e Benedetto tornavamo dalla Toscana e il bus su cui viaggiavamo va in panne dopo 20 minuti dalla partenza. Così, chiediamo a uno sconosciuto di accompagnarci il più in fretta possibile a Porto San Giorgio. Il tizio andava a 180 chilometri orari in autostrada. Per fortuna, siamo ancora vivi» – ride. Un’altra volta «il fonico ha avuto un incidente e si è sentito male mezz’ora prima dell’esibizione. Abbiamo rimediato all’ultimo».

Il punk rock suonato dai “Feeling Blink” tra Fermo e Macerata anima le serate marchigiane e la band spera di arrivare pure ad Ancona. «Un produttore ci ha notato chiedendoci se scrivessimo nostri singoli. Si vedrà…». Le famiglie? «Ci sostengono, anche se mia madre, dalla prima fila, è un po’ scioccata quando sente le parolacce».

“All the small things”, “I miss you”, “First date”, “What’s my age again?” e “Always” sono solo una parte del repertorio dei “Blink” proposto dalla band. I componenti sono tutti universitari: D’Ambrosi e Cerolini studiano rispettivamente Medicina ed Economia ad Ancona, mentre Pomioli è un allievo dell’Accademia di belle arti di Macerata.