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Ancona

È morto lo scultore Valeriano Trubbiani. Mancinelli: «Ha segnato il Novecento di Ancona»

L'artista si è spento ieri nel capoluogo dorico. L'assessore Marasca: «Era un vero Maestro. Lo ricorderemo come merita»

Valeriano Trubbiani (Foto di Corrado Maggi)

ANCONA Valeriano Trubbiani è morto. «Se ne va un uomo e un artista fondamentale per noi. Ha segnato il Novecento di Ancona e ha realizzato alcuni dei più importanti simboli della città. Ha amato Ancona che lo ha ricambiato con passione, la città e lui condividono un carattere forte e passionale». Così il sindaco Valeria Mancinelli sulla scomparsa di Valeriano Trubbiani, lo scultore che si è spento ieri ad Ancona dopo una lunga malattia. Originario di Macerata, ma residente ad Ancona, aveva 82 anni.

L’artista ha esposto alla Biennale di Venezia, nel 1966, 1972 e1976, alla Quadriennale di Roma, dal 1959 al 1999 e in tantissime città del mondo, tra cui Il Cairo, Teheran, New York, Montréal, Lisbona, Londra e Parigi. Molte opere di Trubbiani sono presenti ad Ancona, sua città d’adozione, come la Mater Amabilis, il gruppo scultoreo dei Rinoceronti in piazza Pertini, la croce astile devozionale nella Cattedrale di san Ciriaco, l’ambone-leggio, tabernacolo e lampada votiva nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano; il sipario tagliafuoco per il Teatro delle Muse; la scultura all’aperto Tarpare le ali e la scultura Florida nascenza e voli nel foyer dell’Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche.
Molte altre sue opere sono presenti nei musei e comuni delle Marche e sparse per il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone.

"Mater Amabilis" di Valeriano Trubbiani
“Mater Amabilis” di Valeriano Trubbiani

«Negli ultimi anni – dichiara la Mancinelli – avevamo portato avanti alcuni progetti di valorizzazione, con mostre come Ecce homo e altre che hanno visto la partecipazione di grandi artisti marchigiani del Novecento, con la nuova illuminazione dei rinoceronti e, di recente, con la procedura di acquisizione di alcune opere per la Pinacoteca, all’interno di un più ampio progetto su di lui con cui abbiamo vinto un bando. Ha sempre partecipato, a volte anche con quello spirito polemico ma pieno di amore per la città che ho avuto modo di apprezzare nei nostri incontri».

Il sipario tagliafuoco al Teatro delle Muse

«A Valeriano sono legato sin da piccolo, – dichiara l’assessore alla cultura, Paolo Marasca – è parte della mia famiglia. Ho passato con lui molto tempo e ho migliaia di ricordi, tra cui la mia tesi di laurea su di lui. Ma questi sono ricordi personali. Da amministratore, posso solo dire che se ne va uno dei più grandi scultori del Novecento, la cui coerenza a volte non è piaciuta al mercato, ma è stata un tesoro raro. Le Marche hanno il Novecento più impressionante del Paese, grazie a uomini e donne come lui, che hanno vissuto sempre l’arte come un impegno totale. In questi anni abbiamo fatto con lui delle cose, abbiamo anche incontrato delle difficoltà e rallentato dei progetti. Questo è un cruccio, perché aveva tanto da insegnare anche nei suoi ultimi giorni. Lui era un vero Maestro. Ancona ne è fiera e lo ricorderemo come merita».