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Ancona

Ancona: è morto Paolino Orlandini, il comandante Millo che nel 1944 liberò Osimo dai fascisti

Aveva 97 anni. Medaglia d'argento al valor militare, è stato tra i protagonisti della liberazione di Osimo dall'occupazione fascista. Ha guidato, giovanissimo, più di 400 partigiani

comandante Millo
Paolino Orlandini, comandante Millo (Foto Bruno Severini / Anpi Osimo)

ANCONA – A 97 anni è morto Paolino Orlandini, detto Paolo, ex partigiano noto come comandante Millo, il suo nome di battaglia. È stato tra i protagonisti della liberazione di Osimo dall’occupazione fascista, medaglia d’argento al valor militare. Nato ad Ancona il 26 gennaio 1924, pur con le tante decadi sulle spalle, è stato attivo protagonista della vita del Secondo Circolo Pd anconetano di Valle Miano.

«La medaglia d’argento al valor militare me l’hanno data per la liberazione di Osimo perché la città è stata liberata dai partigiani mentre tutte le altre erano state sgombrate dai tedeschi. Osimo invece l’abbiamo conquistata. Questa medaglia d’argento l’hanno data a me ma è un riconoscimento per tutta la formazione che combatté sul territorio osimano: era il 6 luglio 1944». Così Paolo Orlandini, con la medaglia appuntata al petto, raccontava orgogliosamente la sua storia da comandante Millo, la sua gioventù spesa per riaffermare la libertà dell’Italia alle telecamere di Rai Tre, intervistato da Gad Lerner, lo scorso anno, per il 75° anno della Liberazione.

«Paolo era molto legato alla nostra città» scrive oggi in una nota l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Osimo, dopo aver appreso della sua morte. «Si sentiva osimano d’adozione, perché qui aveva i parenti materni, perché Osimo fu tappa cruciale per la sua esperienza partigiana, iniziata il 16 ottobre 1943 tra Ancona, Cingoli e Frontale, prima di unirsi al CIL divisione Cremona. Nella Brigata Basso Musone, che comandava, appena ventenne, affiancato da compagni con il quale rimase legato tutta la vita, combatté anche la sua futura moglie Zeffira: la sua famiglia pagò un doloroso tributo con la morte del cognato Marcello Espinosa, caduto nello scontro a fuoco con un milite tedesco alle Casette di Rinaldo il 22 giugno 1944. Avremmo avuto tanto da chiedere a Paolo perché Paolo aveva ancora molte cose da dire, informazioni su documenti che ancora spuntano da chi li ha sinora custoditi e adesso resi pubblici. Fino all’ultimo ha sempre mantenuto alta la bandiera della memoria. Lucidi e dettagliati i ricordi di quanto avvenne in quei giorni. Quando Paolo interveniva alle celebrazioni o alle riunioni dell’Anpi non era mai scontato perché univa alla rievocazione delle vicende partigiane accorati moniti in difesa della libertà, della democrazia, della legalità. Per questa ragione non aveva timore a dichiarare pubblicamente che lui i fascisti non li avrebbe mai perdonati, per avergli rubato la gioventù, per averlo reso “cattivo”: sosteneva ancora, in quell’intervista a Gad Lerner, che lui avrebbe rispettato i morti dell’altra parte a patto che anche i simpatizzanti del fascismo avessero avuto rispetto per i nostri caduti ma questo non significherà mai confondere le due parti perché c’era una parte giusta e una sbagliata. E lui era ben consapevole di essere stato dalla parte giusta della storia».

L’Anpi Osimo conclude: «Ora caro Paolo ti rendiamo il giusto tributo, per una vita fatta di passione politica e di testimonianza, raccoglieremo la tua eredità di partigiano che hai saputo così ben trasmettere alle centinaia di studenti delle scuole che hai incontrato in questi anni, difendendo con ancora più forza quella Costituzione a cui voi Combattenti guardavate come il completamento ideale della Resistenza. Lo vogliamo anche per te, e in tua memoria, quel Percorso della Memoria e della Pace della ValMusone, che il consiglio comunale di Osimo ha votato all’unanimità, che rappresenta il nostro ultimo e ulteriore sforzo affinché mai più possa ripetersi ciò che di nefasto per il Paese ha rappresentato il fascismo. Addio Comandante Millo, ciao Paolo».

Non può mancare la nota di cordoglio del Secondo Circolo Pd Ancona, a firma di Maria Pia Fizzano, segretario fino al 12 marzo 2021, che scrive: «Purtroppo questa notte ci ha lasciato Paolo Orlandini, comandante partigiano “Millo”. Siamo vicini alla figlia Ombretta e agli altri familiari, e ci stringiamo a loro: è davvero un dolore enorme per tutti noi, e per tutti quelli che lo hanno conosciuto».

E ancora: «Paolo di certo non dimostrava la sua età. Forte nel pensiero e nell’azione, coraggioso e leale protagonista della lotta contro l’occupazione nazifascista, medaglia d’argento al Valor Militare, lo avevamo affettuosamente festeggiato, con la figlia Ombretta, in occasione del suo novantunesimo compleanno con una festa a sorpresa, nella sede del Circolo Pd di Valle Miano. Ha rappresentato un esempio luminoso di coraggio e di amore per la vita lungo il doloroso cammino verso l’Italia unita: audace e risoluto, ma sempre capace di un grande rispetto per la vita. Raccontava infatti che nel disarmare i fascisti e i tedeschi, da comandante partigiano, rimandava i prigionieri sani e salvi ogni volta che poteva: salvo portar via loro, oltre alle armi, anche le scarpe, che servivano… Nel periodo della Resistenza, culla della Repubblica italiana, Paolino, nome di battaglia Millo, ha guidato, giovanissimo, più di 400 partigiani: aveva solo vent’anni quando fu nominato Comandante del Gruppo Cingoli e fu posto a capo di una sessantina di uomini, ma durante l’accerchiamento di Cingoli, da grande protagonista della resistenza antifascista e antinazista nell’anconetano, fu posto alla guida di 446 uomini tra vari distaccamenti, inclusi canadesi e slavi ed ex prigionieri di guerra. In attesa dei polacchi entrò con i suoi uomini per primo ad Osimo, diventata capitale delle Marche nel periodo in cui Ancona era in rovina. Nel dedicargli tutto l’affetto e il rispetto che merita lo salutiamo con un affettuoso pensiero, poiché il suo ricordo ci accompagnerà sempre. Ciao Paolo».

Per l’ultimo saluto la salma di Paolino Orlandini sarà esposta domani 31 maggio nella sala del commiato Pompe Funebri Tabossi al Piano di Ancona, dalle ore 9 alle 19. Martedì 1 giugno alle ore 10, al cimitero di Tavernelle di Ancona, area antistante sala del commiato, si svolgerà una cerimonia laica.

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