Morto nel fiume Esino, identificato il cadavere dopo due mesi

Si tratta di un chiaravallese di 72 anni. Era divorziato e senza figli. Fondamentali i prelievi per risalire al Dna che è stato comparato con i peli di un rasoio e i capelli di un pettine trovati nell’abitazione dell’anziano

Carabinieri e polizia Scientifica sul posto
Carabinieri e polizia Scientifica sul posto

FALCONARA – Dopo due mesi di indagine è stata scoperta l’identità dell’uomo trovato morto il 13 giugno scorso sulla secca del fiume Esino. Determinante per la svolta è stato il ritrovamento dell’auto da parte della polizia locale di Chiaravalle che ha agevolato così la chiusura del caso da parte dei carabinieri della Tenenza e il Dna prelevato sui resti dal medico legale Manuel Papi incaricato dalla Procura per gli accertamenti. Si tratta di un 72enne residente a Chiaravalle.

L’anziano si era allontanato da casa nell’ultima decade di maggio. L’uomo aveva lasciato la propria abitazione per poi dirigersi con la propria auto vicino ad un torrente chiaravallese affluente nel fiume Esino. Erano giorni di piena e l’argine del torrente si presentava fangoso ed insidioso. È verosimile che l’uomo sia scivolato una volta arrivato in prossimità del fiume, trovando la morte per annegamento in pochissimi minuti. Viveva un’esistenza di solitudine: divorziato da circa 3 anni e senza figli, nessuno aveva notato la sua scomparsa, nemmeno l’anziana sorella con cui ormai da tempo non aveva più rapporti.

A dare una svolta decisiva alle indagini, è stato l’apporto del Comando della Polizia Locale del Comune di Chiaravalle, cui non era passata inosservata la rimozione di una vecchia utilitaria, trovata ad occupare gli stalli del mercato settimanale comunale proprio nei primi giorni dello scorso giugno.

La svolta decisiva è arrivata all’esito della comparazione genetica effettuata sui campioni di Dna che oltre ad escludere responsabilità dolose nell’accaduto (escluso l’omicidio) per l’assenza di lesioni inferte da soggetti terzi hanno esaltato i profili genetici estratti dalle spoglie mortali dell’anziano comparandoli con gli effetti personali rinvenuti presso l’abitazione dello scomparso (un rasoio da barba ed un pettine per capelli).

La salma sarà affidata a l’unico parente rimasto in vita, l’anziana sorella che provvederà a darne la sepoltura.