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Ancona

Morto dopo i test allergici, l’avvocato: «Un medico del reparto ha detto ad un familiare ‘Abbiamo fatto una grave sciocchezza’»

Francesco Restolfer, il 66enne morto ieri a Torrette, da due anni sapeva di non tollerare un antinfiammatorio. L'ipotesi dei familiari è che gli sia stato somministrato il farmaco che doveva evitare

Francesco Restolfer
Francesco Restolfer

ANCONA – Sapeva di essere allergico ad un antinfiammatorio da due anni e gli ulteriori test glieli aveva prescritti il medico di famiglia, per capire se c’erano altri farmaci pericolosi per la sua salute. Ora l’ipotesi dei familiari è che ieri mattina, nel reparto di Allergologia dell’ospedale di Torrette, durante le prove allergiche, a Francesco Restolfer gli sia stato somministrato propio il medicinale che non avrebbe mai dovuto prendere. L’uomo, 66 anni, è morto alle 10.15, al nosocomio regionale durante le prove allergiche. A Torrette era arrivato alle 8.30. L’avvocato Alessandro Marrino, che tutela la famiglia del 66enne, ex responsabile della Vorwerk Folletto, è riuscito a ricostruire parte della giornata in ospedale. «Ad un fratello della vittima – dice il legale – un medico del reparto ha dato una pacca sulla spalla mostrando il proprio rammarico sull’accaduto e dicendo ‘Mi dispiace molto, abbiamo fatto una grave sciocchezza’. Al momento noi non abbiamo accesso alla cartella clinica. Rostelfer si è presentato alle 8.30 in reparto. Alle 10.15 è morto. Sapeva già che era allergico ad un farmaco e le prove non dovevano essere su quello. Aspettiamo l’autopsia che lo chiarirà». Quanto accaduto toccherà alla magistratura ricostruirlo e accertare se c’è una responsabilità medica sulla morte dell’uomo e se quell’antinfiammatorio gli sia stato somministrato o meno.

L’indagine già avviata dalla Procura è per omicidio colposo (leggi l’articolo). Non era stato l’intervento a cui si era sottoposto a dicembre 2017 a far emergere l’allergia all’antinfiammatorio. «Lo sapeva già da due anni – chiarisce il legale – dopo una reazione cutanea avuta prendendolo per un problema che aveva avuto. All’operazione di 6 mesi infatti non era stato somministrato a posta». Il legale domani parlerà anche con il medico di famiglia. Intanto emerge che è stata la figlia più grande a ricevere la telefonata dall’ospedale dove un operatore invitava i familiari a raggiungere il reparto perché si era verificato un incidente al 66enne. Arrivata a Torrette la donna si è fatta indicare la stanza del padre dove l’ha trovato ormai deceduto. Poi è arrivata la figlia più piccola. Entrambe sono state poi allontanate dal personale sanitario. Venerdì l’autopsia è fissata per le 14.30. Domani mattina i familiari incaricheranno un medico legale di parte che parteciperà all’esame autoptico disposto dalla Procura. Solo dopo la salma sarà liberata per il funerale.