Morte della pittrice, parla un’amica di Simone: «Conosce Tolentino, andavamo a passeggiare a Belforte del Chienti»

È quanto ha rivelato una donna alla trasmissione "Chi l'ha visto?" andata in onda questa sera. «Conosce queste zone, non è vero che non c'è mai stato»

La donna (di spalle) parla con la giornalista di
La donna (di spalle) parla con la giornalista di "Chi l'ha visto?"

ANCONA – Il figlio della pittrice trovata morta un mese dopo la scomparsa conosce Tolentino ed è stato in quelle zone. Lo ha rivelato questa sera alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, un’amica di Simone Santoleri, indagato insieme al padre Giuseppe per l’omicidio della madre, Renata Rapposelli, la pittrice che viveva da anni nel capoluogo dorico. La donna ha contattato la trasmissione condotta da Federica Sciarelli per raccontare che ha conosciuto Simone. «Io sono di Tolentino – ha detto – andavamo insieme a passeggiare a Belforte del Chienti. Simone le conosce quelle zone».

La donna, ripresa alle spalle dalla telecamera di Rai 3, ha spiegato che ha deciso di uscire ora allo scoperto perché Simone ha detto di non essere mai stato a Tolentino e di non conoscere quei luoghi. La madre è stata trovata morta il 10 novembre scorso, in contrada Pianarucci, a Tolentino, in un fosso vicino al fiume Chienti. La testimonianza rilasciata dalla donna e trasmessa da “Chi l’ha visto?” dovrà essere oggetto di conferme da parte degli investigatori.

«Veniva a trovarmi a Tolentino – ha proseguito l’amica di Simone – l’ho conosciuto 5 anni fa a Giulianova. Per me era un amico ma lui voleva di più. Alla fine ho trovato la forza di scappare da quella casa».
L’amica riferisce che ha dormito più volte a Giulianova perché non aveva la forza fisica per guidare.
«Avevo sempre forti mal di testa – ha detto la donna – quando rimanevo in quella casa. Ho avuto il sospetto che mi somministrasse qualche medicina. In casa era pieno di farmaci, tranquillanti, lui ha paura delle malattie. Quando cucinava qualcosa preparava tutto lui, spremute, tisane». La donna ha detto di aver avuto paura di Simone perché lui le diceva che era il diavolo. «Secondo me soffre di doppia personalità – ha aggiunto – racconta storie, le inventa. Non mi ha mai parlato della madre ma manifestava odio nei confronti della ex compagna. Diceva ‘prima o poi la uccido’. Viveva di fantasie».
La donna ha poi detto che il padre di Simone, Giuseppe, non guidava mai l’auto ed era succube del figlio.