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Ancona

Morta al porto, l’irlandese ha cercato un appiglio per salvarsi

Trovati segni di strisciate sulla parte oleosa della chiglia dello yacht dove lavorava come steward. Domani l’autopsia sulla vittima che si chiamava Mairead Breffni O’Connor. Arrivati i familiari ad Ancona, hanno voluto vederla per l’ultima volta

ANCONA – Forse aveva capito subito che il mare la stava risucchiando e ha provato ad aggrapparsi con le mani a qualcosa per resistere. Ci sono i segni di strisciate di mano sulla chiglia oleosa e grassa dello yacht battente bandiera delle Isole Cayman dove lavorava la steward irlandese di 30 anni trovata morta all’alba di sabato davanti lo specchio d’acqua del cantiere navale Isa del Gruppo Palumbo al porto dorico.

Mairead Breffni O’Connor potrebbe aver tentato di cercare un appiglio. Questo avvalora l’ipotesi iniziale della squadra mobile, che indaga sulla tragedia coordinata dal pm Irene Bilotta (è stato aperto un fascicolo per omicidio eventuale, per condurre gli accertamenti irripetibili), su un probabile incidente.

La 30enne, rientrando da sola dopo la serata passata con una parte dell’equipaggio in una discoteca del porto turistico, sarebbe scivolata in acqua percorrendo la passerella per salire sul lussuoso panfilo che si trovava da un giorno al cantiere per opere di manutenzione. Intanto domani mattina (25 novembre) verrà conferito l’incarico dell’autopsia al medico legale Loredana Buscemi.

I genitori della ragazza sono arrivati ad Ancona dall’Irlanda e hanno voluto vedere la figlia in obitorio per l’ultima volta. È in arrivò in città anche il fidanzato della steward. Sequestrati oggetti personali della ragazza e vestiti.