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Ancona

Monitor dei distretti delle Marche: export in calo del 4,3%, ma nuove imprese “champion” vincenti

Nonostante la crisi degli ultimi anni, circa il 60% dell’avanzo commerciale della regione è generato dalle aree distrettuali (2,9 miliardi). Nocentini: «Intesa Sanpaolo è pronta a sostenere gli investimenti nelle Marche, come dimostrano i 212 milioni già erogati nel primo trimestre del 2018, di cui 129 a imprese»

Da sin. Tito Nocentini, Diego Mingarelli, Massimiliano Polacco, Giovanni Foresti

ANCONA – L’industria marchigiana sta ancora risentendo del terremoto che nel 2016 ha colpito le province di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo. Si consolida nel 2017 il calo dell’export dei distretti delle Marche, con una variazione negativa pari al 4,3%. Il dato è peggiore rispetto al totale dei distretti tradizionali italiani (+5,3%) e anche al manifatturiero della regione (-1,9%) che ha beneficiato del buon andamento della meccanica e della chimica, che hanno mitigato gli effetti restrittivi di farmaceutica ed elettrodomestici.

A rallentare l’export distrettuale regionale la frenata subita sia sui mercati maturi (-5,3%), specialmente da Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Germania, sia sui mercati emergenti (-2,8%), dove però spiccano le ottime performance conseguite in Russia, quarto mercato di sbocco dei distretti marchigiani che registra una crescita a doppia cifra (+16,7%). Molto bene anche l’andamento dell’export in Cina. Pesa il calo dell’export verso la Romania, la Bulgaria, la Repubblica Ceca, l’Arabia Saudita e l’India. Nonostante ciò rimane alta la capacità di questi territori di creare valore aggiunto, con un surplus commerciale generato dai distretti regionali pari a 2,9 miliardi di euro, circa il 60% dell’intero avanzo delle Marche. Il ROI, che misura la redditività della gestione industriale, si è sì ridimensionato, ma è rimasto su livelli leggermente superiori alla media distrettuale. Questi i principali dati che emergono dal Monitor dei distretti industriali delle Marche, aggiornato al quarto trimestre 2017 e curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Dall’analisi per singolo distretto solo due distretti marchigiani su nove crescono nel 2017: le macchine utensili e per il legno di Pesaro (+7,2%) e la pelletteria di Tolentino (+0,3%). Nonostante la forte ripresa dei flussi verso la Russia, si evidenziano difficoltà nel sistema moda. Le calzature di Fermo chiudono lievemente in negativo (-1,7%) scontando la riduzione delle esportazioni negli Stati Uniti, in Francia e in Belgio. Rallenta l’abbigliamento marchigiano (-1,9%) nonostante i segnali di recupero nell’ultimo trimestre dell’anno. In calo anche la jeans Valley del Montefeltro (-2,5%). Difficoltà anche nel sistema casa. Si riducono del 20,1% le esportazioni delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, a causa delle sensibili diminuzioni dei flussi verso diversi partner commerciali rilevanti. Sostanzialmente stabili quelle delle cucine di Pesaro (-0,5%) grazie all’accelerazione nel quarto trimestre. Il 2017 è negativo anche per il cartario di Fabriano (-9,4%) a causa sia della decisione della Banca centrale indiana di non acquistare più cartamoneta dall’Italia, sia della forte riduzione della domanda di carta per la stampa di banconote da parte della BCE. Il distretto degli strumenti musicali di Castelfidardo chiude l’anno con un -1,3%, evidenziando una riduzione dei flussi verso Germania, Francia, Corea del Sud e Paesi Bassi.

«I distretti marchigiani stanno attraversando una delle fasi più difficili della loro storia – commenta Giovanni Foresti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – non mancano tuttavia segnali di vitalità: negli ultimi dieci anni sono cresciute le dimensioni aziendali ed è aumentata la presenza sui mercati più lontani (sbocchi commerciali mediamente più lontani di 552 km, contro il +371 medio italiano), con un peso dei nuovi mercati di gran lunga superiore al dato nazionale (42,2% vs 34,1%)».

Ordinando i distretti industriali oggetto dell’analisi per performance di crescita e reddituale, è possibile ricavare una classifica dei distretti migliori. Le macchine utensili e per il legno di Pesaro si collocano al 7° posto in Italia (e addirittura al 2° posto tra i distretti della filiera metalmeccanica), mentre 3 distretti delle Marche sono tra i primi 70, su un totale di 153 distretti industriali. «Alcuni elementi portano a pensare che le filiere distrettuali marchigiane possano tornare su un sentiero di crescita – dichiara Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – su tutti lo sviluppo di nuove imprese “champion” (costituiscono più di un quinto del totale tra le imprese medio-grandi), imprese campioni di crescita e redditività che si stanno affermando grazie ad un buon posizionamento strategico. Inoltre ci sono tante imprese amministrate da giovani e stanno cambiando le gerarchie settoriali della regione, con la meccanica che ha superato la filiera della pelle all’estero, avvicinandosi a quota 2 miliardi di euro di export nel 2017 (+28% rispetto al 2008). Il tessuto produttivo italiano e distrettuale ha però davanti a sé una nuova sfida: la trasformazione verso un modello di «impresa 4.0», che non vuol dire soltanto acquisti di macchinari, software e formazione, ma anche un diverso modo di operare in azienda. Intesa Sanpaolo è pronta a sostenere gli investimenti nelle Marche, come dimostrano i 212 milioni di finanziamenti a medio-lungo termine già erogati nel primo trimestre del 2018, di cui 129 alle imprese e 83 alle famiglie».

«I distretti – spiega Massimiliano Polacco, vicepresidente Camera di Commercio di Ancona – richiedono infrastrutture materiali e immateriali capaci di veicolare sia l’interscambio con l’estero che flussi turistici verso destinazioni che devono valorizzarsi puntando sull’integrazione reciproca. Da soli non si evolve, e i tempi e i mercati richiedono quella velocità e capacità di fare rete, in tutti i sensi, che potrà portarci ad emergere con le eccellenze produttive che sono connaturate ai nostri territori». «L’impegno di Confindustria e Intesa Sanpaolo – sottolinea Diego Mingarelli, presidente Piccola Industria di Confindustria Marche – è favorire un nuovo modo di fare impresa e accompagnare le aziende nei loro percorsi di crescita qualitativa e di innovazione».

Sono 58 le imprese champion distrettuali delle Marche: tra queste spiccano, HSD (Macchine utensili e per il legno di Pesaro), S.G.M. SUOLIFICIO (Calzature di Fermo), C.M.T. UTENSILI  (Macchine utensili e per il legno di Pesaro), MOBILIFICIO A.G. (Cucine di Pesaro), BLUPURA (Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano), MARGOM (Calzature di Fermo), FUTURA (Abbigliamento marchigiano), PAIMA (Abbigliamento marchigiano), DUERRE (Calzature di Fermo), GE.CO. TREND (Calzature di Fermo), KIMI (Cartario di Fabriano), INTERNATIONAL PROMO STUDIO (Jeans valley di Montefeltro).

Tra le 94 imprese giovanili appartenenti ai distretti marchigiani spiccano, FIORINI PACKAGING (Cartario di Fabriano), GALIZIO TORRESI (Calzature di Fermo), SHYLOCK (Abbigliamento marchigiano), GB GROUP (Cucine di Pesaro), LIBRA (Calzature di Fermo), NEWALL (cucine di Pesaro), STYLE UP (Jeans valley di Montefeltro), Calzature Maria Luisa (Calzature di Fermo), TOPLINE MOBILI (Cucine di Pesaro), CUCINESSE (Cucine di Pesaro), TECNOLEGNO TAVOLI (Cucine di Pesaro), GUARDOLIFICIO C. 3 (Calzature di Fermo), I.B. MERCANTILE (Jeans valley di Montefeltro).