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Ancona

Mobilità sostenibile, Ancona guarda al futuro

Navette, car e bike sharing, le strategie green dell’amministrazione per incentivare l'utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale. A breve, via alla sperimentazione con gli autobus

ANCONA – Percorrere il tragitto casa-scuola o casa-ufficio in maniera totalmente green: è questo l’obiettivo del bando scaduto pochi giorni fa, indetto dal Ministero dell’Ambiente, a cui ha aderito il Comune di Ancona, con l’obiettivo di creare alternative di mobilità a basso impatto ambientale. Oltre il 70% dei pendolari (60/80% degli anconetani) viaggia su autoveicoli e sono 25 mila i guidatori in entrata a cui si aggiungono 43 mila spostamenti interni e 7 mila residenti in uscita ogni giorno, per un totale di 30 mila auto che girano per la città. Il tasso di motorizzazione è altissimo, 60 auto ogni cento abitanti, e così le istituzioni pubbliche hanno deciso di correre ai ripari.

Il progetto MobilAttivAncona – «Il Comune – spiega Stefano Perilli, ingegnere del Comune di Ancona – ha aderito a questo bando nazionale insieme al partner del progetto Conerobus, grazie anche all’aiuto dell’Università Politecnica delle Marche degli Ospedali Riuniti di Ancona e della Regione. L’obiettivo è quello di far percorre l’ultimo miglio di strada ai pendolari con un basso impatto ambientale. Dapprima abbiamo studiato i punti della città dove si accumulava maggior pendolarismo cioè l’Università, l’Ospedale e la Regione, poi abbiamo previsto tre opzioni possibili: la navetta green, o a metano o elettrica, per chi, ad esempio, lavora in centro o per tutti quegli studenti e docenti della facoltà di Economia e Commercio che vogliono spostarsi con rapidità ed efficienza. Nel secondo punto, invece, abbiamo inserito il car sharing elettrico, ossia la possibilità di noleggiare temporaneamente una delle dieci autovetture messe a disposizione dal Comune».

Per consentire la ricarica dei mezzi, inoltre, saranno introdotte per le vie della città delle colonnine di ricarica e sarà completata l’autostazione all’ex Fornace Verrocchio, destinato a terminal delle linee extraurbane come snodo d’interscambio con le linee urbane e con un parcheggio scambiatore di 250 posti auto. «Ad integrazione del car sharing – prosegue – vorremmo installare delle colonnine di ricarica anche nei pressi dei poli universitari e quindi Montedago, Villa Rei e Torrette così che, chi già possiede un’auto elettrica o ne vorrebbe acquistare una, non avrà più il problema della ricarica».

Per ridurre i costi e aumentare l’utenza, inoltre, il Comune ha previsto un finanziamento attraverso dei buoni viaggio (voucher) per ridurre i costi dei pendolari. In sostanza è uno sconto che permette di pagare meno l’autobus urbano e di agevolare l’utilizzo di questo mezzo. «Infine, come terza opzione – prosegue l’ingegnere – vi sarà possibilità del bike sharing lungo la tratta di piazza Ugo Bassi. Abbiamo messo a posto e stiamo finendo la ristrutturazione della pista ciclabile, c’è in programma di potenziare questo percorso fattibile anche in bici. La pedalata è assistita, quindi si hanno molte meno difficoltà anche a percorrere i tratti in salita». Le bici in totale dovrebbero essere venticinque.

A breve via alla sperimentazione con gli autobus – «Abbiamo partecipato a questo progetto – spiega Andrea Prosciutti della Conerobus – rivolto ai cittadini e all’ambiente. L’idea è quella di impiegare i flussi elettrici con linee dedicate: una linea dovrebbe partire da Piazza Cavour direzione Ospedale Regionale, mentre l’alta prenderebbe il via dalla stazione verso via De Gasperi, arrivando alla Regione, toccando via Michelangelo per poi tornare indietro. Ora ci sarà una fase di sperimentazione, poi vedremo come andrà e se la cosa sarà fattibile».

I tempi – Il bando prevedeva un paio di mesi per una prima istruttoria, e per la verifica delle domande. Poi inizia la seconda fase di valutazione, che è piuttosto complessa, inoltre le domande sono tantissime e i soldi da stanziare ammontano a circa un milione di euro. «Credo – conclude Perilli – che prima dell’estate non sapremo nulla ma, ad ogni modo, stiamo lavorando affinché si realizzi questo progetto ecologico e funzionale».