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Ancona

Lamorgese incontra i familiari delle vittime della Lanterna Azzurra: «Controlli più efficaci nei locali»

Il ministro dell'Interno al termine della riunione con i rappresentanti del Comitato Genitori Unitario, ha dato indicazioni al prefetto D'Acunto, di scrivere ai sindaci per fare un censimento di quelle che sono le strutture dedicate al divertimento

Il ministro Lamorgese all'incontro con i familiari delle vittime della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo

ANCONA- «Oltre che a manifestare la mia vicinanza come donna e come madre, ho voluto essere qui come Ministro dell’Interno per sentire la loro voce, soprattutto per assicurare che ci sarà il massimo impegno dell’amministrazione affinché i controlli vengano effettuati con più efficacia».

Queste le parole del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, affiancata in conferenza stampa dal prefetto Antonio D’Acutno, al termine dell’incontro con i familiari delle vittime della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo e con i rappresentanti del Comitato Genitori Unitario, avvenuto questa mattina in Prefettura ad Ancona. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, nel tentativo di fuggire dalla discoteca dopo spruzzi di spray al peperoncino, morirono nella calca cinque minorenni e una giovane mamma: Emma Fabini (14 anni), Benedetta Vitali (15 anni), Mattia Orlandi (15 anni), Asia Nasoni (15 anni), Daniele Pongetti (16 anni) e il marito di Eleonora Girolimini, 39 anni e madre di quattro figli.

Un momento dell’incontro in Prefettura

«Ho dato indicazioni al prefetto di scrivere ai sindaci per fare un censimento di quelle che sono le strutture dedicate al divertimento autorizzate. Verranno effettuati controlli precisi e mirati e sarà verificato come vengono rilasciate le autorizzazioni. Quello che è successo a Corinaldo è di una gravità indescrivibile, non deve ripetersi mai più. Come mi è stato detto, quella discoteca era un magazzino senza vie d’uscita – dichiara il ministro dell’Interno-. Ho detto ai familiari delle vittime che so bene che i loro cari non torneranno più e che un dolore così non si rimarginerà mai. Li ho incontrati per dare il segnale che l’Amministrazione dell’Interno, per quanto di propria competenza, ci sarà e provvederà. Mi auguro che nel giro di poco tempo possano concludersi le indagini di questa gravissima tragedia».

Per i familiari delle vittime e per i rappresentanti del Cogeu l’incontro con il ministro Lamorgese è stato importante.

«È una donna eccezionale, mi sento di ringraziarla a nome di tutti- commenta Luigina Bucci, presidente Comitato Genitori Unitario-. Chiediamo giustizia, vogliamo capire di chi sono le responsabilità. Su questo tema Lamorgese è stata molto chiara e ci è vicina nell’intenzione di arrivare alla verità. Come comitato stiamo lavorando ad un codice etico, un regolamento più serio per i locali che organizzano eventi per minori. Ancora è uno “strumento embrionale”, ci auguriamo, come ha detto il Ministro, che venga aperto un tavolo di riflessione per dargli maggior valore».

Tra le richieste avanzate al ministro Lamorgese anche quella di rendere nazionale l’evento dell’8 dicembre organizzato a Senigallia per promuovere il divertimento in sicurezza in tutta Italia.

Il presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo con il ministro Lamorgese

«Ho annunciato al Ministro, incontrando il suo pieno consenso, che prima del termine della legislatura saranno predisposte una proposta di legge regionale ed una da sottoporre all’attenzione del Parlamento per istituire la giornata della sicurezza dei giovani nei locali pubblici, da celebrare l’8 dicembre- afferma il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, presente all’incontro in Prefettura-. Il nostro vuole essere un messaggio chiaro ed inequivocabile sulla strada che vogliamo percorrere affinché quanto accaduto non si debba più ripetere. Una volontà che trova sostanza nella costituzione di parte civile, da parte di Regione Marche e Garante dei diritti, nel processo a carico dei sei ragazzi accusati di essere i responsabili della strage; nei provvedimenti approvati dal Consiglio regionale in tema di partecipazione dei giovani e di contrasto a forme di violenza; nel Codice etico per i locali pubblici; nella collaborazione alle iniziative realizzate dal Cogeu. Tutto questo nella convinzione che i risultati saranno tanto più concreti attraverso una solida e proficua unità d’intenti a tutti i livelli».  

Dopo l’incontro con i familiari delle vittime della Lanterna Azzurra, il Ministro dell’Interno ha presieduto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, e a cui ha partecipato anche il capo della Polizia Franco Gabrielli.