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Ancona

Il mercato delle Erbe sarà ampliato e rinascerà con botteghe, eventi e degustazioni

Oggi (21 giugno) c’è stato l’ultimo passaggio in consiglio comunale per l’approvazione della variante al Prg, che consente usi diversi da quello attuale (mercato pubblico) e un ampliamento della superficie utile del 25%

Il Mercato delle Erbe di Ancona
Il Mercato delle Erbe di Ancona

ANCONA – Passo in avanti per la riqualificazione del mercato delle Erbe. Dopo alcuni rilievi della Provincia di Ancona, oggi c’è stato l’ultimo passaggio in consiglio comunale per l’approvazione della variante al Prg, che consente usi diversi da quello attuale (mercato pubblico) e un ampliamento della superficie utile del 25%, senza modificare il volume esterno dell’edificio di proprietà comunale. Sopra al pianterreno, che si sviluppa su una superficie di circa 1.500 mq, c’è infatti un ballatoio da 622 mq, che grazie alla variante potrà aumentare di 543 mq e arrivare a un totale di 1.164 mq.

Il mercato delle Erbe sarà dunque ampliato e, oltre al mercato pubblico, potrà ospitare anche eventi musicali e culturali, piccoli esercizi commerciali, degustazioni, artigianato e botteghe. Con l’approvazione della variante, l’Amministrazione cerca di attirare gli investitori per il progetto di recupero del mercato e il passo successivo sarà il bando di gestione-riqualificazione vero e proprio. Nel frattempo il Comune ha giudicato meritevole la proposta progettuale formulata da Meda srl di via Pontelungo (2,5 milioni), nell’ambito della seconda consultazione pubblica lanciata tempo fa dall’Amministrazione.

Paolo Manarini, assessore ai Lavori Pubblici

«È stato effettuato il rilievo strutturale – spiega Paolo Manarini, assessore ai Lavori Pubblici – e, a breve, concluderemo la verifica di vulnerabilità sismica dell’edificio, dopodiché individueremo il soggetto promotore del project financing. Se la Giunta riterrà idonea la proposta di riqualificazione della Meda, probabilmente il soggetto promotore sarà la Meda». La proposta di Meda srl prevede la messa in sicurezza della struttura, un’impiantistica per il riscaldamento e la climatizzazione e un potenziamento dell’illuminazione, al momento quasi assente. Al piano terra si svolgerà il tradizionale mercato, ma i banchi saranno amovibili in modo da poterli spostare per organizzare eventi. Al piano superiore i box saranno ristrutturati e ampliati e ospiteranno le specialità dell’enogastronomia anconetana e marchigiana.

Da sin. Stefano Tombolini e Arnaldo Ippoliti (60100)

La variante oggi è stata approvata con i voti della sola maggioranza, mentre hanno votato contro i consiglieri Stefano Tombolini e Arnaldo Ippoliti (60100), Daniela Diomedi e Gianluca Quacquarini (M5S) e Francesco Rubini (AIC), e si sono astenuti Marco Ausili, Antonella Andreoli e Maria Grazia De Angelis (Lega), Daniele Berardinelli (FI) e Angelo Eliantonio (Fdi). «Dopo oltre quattro anni dallo studio di fattibilità di supporto alla procedura per la ricerca di un “promotore” per il recupero del mercato delle Erbe – denunciano Tombolini e Ippoliti  – si arriva ad approvare una variante illegittima (ampliamento incompatibile normativamente con il restauro) e inutile. Dopo la chiusura della biblioteca anch’essa a bilancio da anni, aspettiamo la chiusura del mercato per grave carenza manutentiva da parte del Comune. L’Amministrazione faccia i lavori e nel frattempo elabori una strategia commerciale per la valorizzazione della spina dei corsi. Basta con le “fantasie” oniriche che stanno portando alla decadenza della nostra città. Soldi a bilancio e manutenzione urgente. Poi eventualmente bandi dalla scarsa sostenibilità economica».

Daniela Diomedi, consigliere Movimento 5 Stelle

Favorevole alla riqualificazione del mercato, ma non alla variante anche il M5S. «Il consentito incremento del 25% della superficie utile, che è stato pensato per l’ampliamento del balcone del primo livello, – dichiara Daniela Diomedi – stravolgerà gli spazi interni e sarà grandemente ridotto l’impatto del grande volume aperto. Verrà, pertanto, stravolta la valenza architettonica di questo edificio che risulta essere tutelato. Le opere di fondazione, poi, che si renderebbero necessarie non sarebbero certamente modeste, date le notevoli superfici su cui si andrà ad insistere, e interagiranno su un sedime a “rischio archeologico”, è venuto in mente a qualcuno? Inoltre, trattandosi di immobile tutelato, non capiamo come è possibile che sia consentita una operazione di ristrutturazione edilizia con vincolo parziale di integrità della facciata. Evidentemente nessuna di queste che sembrano ragionevoli perplessità hanno sfiorato il redattore di questa bizzarra variante».