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Ancona

Mercato delle Erbe, approvata la variante. Contraria l’opposizione

Il documento consente usi diversi da quello attuale (mercato pubblico) e un ampliamento della superficie utile del 25%. La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli: «La faziosità è cieca e l’opposizione continua con la logica del no»

Il Mercato delle Erbe di Ancona
Il Mercato delle Erbe di Ancona

ANCONA – Nuovi usi e ampliamento del mercato delle Erbe. È stata approvata definitivamente in consiglio comunale la variante parziale al Prg per la riqualificazione con cambio d’uso del mercato che consente usi diversi da quello attuale (mercato pubblico) e un ampliamento della superficie utile del 25%. Sopra al pianterreno, che si sviluppa su una superficie di circa 1.500 mq, c’è un ballatoio da 622 mq, che grazie alla variante potrà aumentare di 543 mq e arrivare a un totale di 1.164 mq.

L’obiettivo dell’amministrazione è realizzare un teatro del gusto, un presidio della marchigianità, in particolare nel campo enogastronomico. Grazie alla variante, il mercato potrà essere ampliato e, oltre al mercato pubblico, potrà ospitare anche eventi musicali e culturali, piccoli esercizi commerciali, degustazioni, artigianato e botteghe. Contraria tutta l’opposizione perché «pensate alla variante, ma non esiste ancora il progetto».

«Dopo le operazioni disastrose di restauro del teatro delle Muse e dell’ex Metropolitan – ha dichiarato Carlo Ciccioli, consigliere Fdi – ora l’amministrazione propone un’operazione catastrofica per il mercato delle Erbe. Non condivido il fatto che la variante autorizza la possibilità di far nascere studi professionali». «Noi siamo favorevoli alla riqualificazione – ha detto Daniela Diomedi, capogruppo del M5S – ma non vogliamo lo stravolgimento della struttura che, se è ridotta così, è perché non è stata mai curata con la manutenzione ordinaria».

Stefano Tombolini, consigliere 60100

«In centro ci sono già 43 saracinesche abbassate. Non credo sia giusto moltiplicare gli spazi competitivi in un’area che già soffre», ha denunciato il capogruppo di 60100 Stefano Tombolini che, insieme al consigliere Arnaldo Ippoliti (60100), ha proposto la questione di inammissibilità sulla variante, bocciata dal consiglio. «La Soprintendenza ha detto che l’intervento deve essere limitato al restauro e alla riqualificazione funzionale – ha detto Tombolini – mentre voi stravolgerete la struttura».

Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

«Il mercato pubblico continuerà ad esserci – ha risposto il sindaco Valeria Mancinelli – ma la variante è fondamentale perché da anni la parte superiore della struttura è vuota e non ci sono richieste per attività di tipo mercatale. Abbiamo coinvolto gli operatori in tutte le fasi e continueremo a farlo. Purtroppo la faziosità è cieca e l’opposizione, pur di andare contro ad una proposta dell’amministrazione su un’operazione condivisa da tutti, continua con la logica del no. Così non andrà da nessuna parte, mentre noi continueremo a trasformare concretamente la città. Abbiamo infatti già ricevuto una proposta solida per il mercato delle Erbe da parte di una società».

Dopo che il pastificio artigianale Filotea Foodex si era tirato indietro all’inizio dell’anno, l’amministrazione aveva pubblicato un secondo avviso di consultazione preliminare per l’affidamento della concessione di gestione e riqualificazione del mercato, e un’azienda aveva manifestato interesse: la Meda srl di via Pontelungo di Manfredo Pennazzi, che è stata l’unica ad aver presentato una relazione illustrativa del progetto e della sua fattibilità dal punto di vista tecnico-economico. La relazione sarà ora valutata dal Comune, dopodiché sarà redatto il bando di gara per la concessione-gestione del mercato. Pennazzi potrebbe essere l’uomo giusto perché vanta un intuito imprenditoriale ben noto. È stato lui con il figlio, negli anni ’90, ad intuire le potenzialità della pasta all’uovo del negozio di Luciana Mosconi a Matelica. Manfredo è infatti l’attuale presidente del pastificio Luciana Mosconi. Il privato, a fronte della ristrutturazione, avrà in concessione la struttura per 30 anni, incassando i canoni per l’affitto dei box e degli altri spazi.