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Ancona

Meno relazioni sociali e più part-time involontario. L’analisi della società marchigiana secondo l’indice Bes

I dati sono stati elaborati dall’Ires Cgil Marche e valutano la società marchigiana dal punto di vista sociale e ambientale e corredato da misure di disuguaglianza e sostenibilità

ANCONA – Peggiorano le relazioni sociali, aumenta il part-ime involontario. Sono queste alcune delle situazioni emerse nelle Marche sul Bes-Benessere equo e sostenibile (Bes). Questo è un indice, sviluppato dall’Istat e dal Cnel, per valutare il progresso di una società non solo dal punto di vista economico, come ad esempio il Pil, ma anche sociale e ambientale e corredato da misure di disuguaglianza e sostenibilità. Questi dati regionali sono stati elaborati dall’Ires Cgil Marche.

Il tasso di occupazione nel 2021 torna a crescere dopo il crollo del 2020, soprattutto per effetto dell’aumento dell’occupazione maschile, e cala anche il tasso di mancata partecipazione al lavoro, sebbene non si osservi una variazione rispetto al 2019.

Emerge un lieve ma costante sottoutilizzo della forza lavoro: la quota di occupati che possiedono un titolo superiore a quello richiesto per svolgere le professione cresce del 2,7% rispetto al periodo pre-pandemia. Il part-time involontario aumenta lievemente sia rispetto al 2020 che al 2019.

Aumenta il numero di coloro che ritengono probabile perdere il lavoro entro 6 mesi e al contempo improbabile trovarne un altro simile. Aumenta, invece, la soddisfazione di chi un lavoro stabile lo ha (+8,6%). Emerge, più in generale, un peggioramento del benessere soggettivo e delle relazioni sociali: diminuiscono (rispetto al 2019) la soddisfazione per le relazioni amicali (-3,1%), la partecipazione sociale (-9,2%) e la soddisfazione per il tempo libero (-7%).

«Gli indicatori dell’area lavoro, relativi alla regione Marche, ci restituiscono due grandi verità – commenta Rossella Marinucci, segretaria regionale Cgil Marche – . La prima è che la piena e buona occupazione rappresenta un elemento di soddisfazione per le persone e contrasta la percezione di insicurezza che invece caratterizza i lavoratori e le lavoratrici più precari. La seconda è purtroppo la rinuncia a valorizzare le proprie conoscenze e competenze quando questo non coincida con un’assunzione stabile. Nel 2021, nelle Marche, quasi un terzo dei lavoratori è sovraistruito rispetto alla bassa qualità del lavoro offerto. Sottoutilizzo e sovraistruzione di lavoratori sono i tratti del mercato del lavoro regionale che richiedono attenzione e interventi».