Ancona capitale della chirurgia mininvasiva

Circa 550 i congressisti provenienti da tutta Italia che si sono ritrovati alla Mole Vanvitelliana per il XIX congresso Sice (Società Italiana di Chirurgia Endoscopica e nuove tecnologie sulla chirurgia mininvasiva), in corso in questi giorni nel capoluogo

Un momento del congresso ad Ancona sulla chirurgia mininvasiva

ANCONA – Ultimo giorno per il XIX congresso Sice-Società Italiana di Chirurgia Endoscopica e nuove tecnologie sulla chirurgia mininvasiva. Circa 550 i congressisti provenienti da tutta Italia che si sono ritrovati alla Mole Vanvitelliana a partire dal 30 settembre ad oggi, martedì primo ottobre.

Ancona, attraverso gli Ospedali Riuniti – Università Politecnica delle Marche, ha offerto il proprio contributo. In un anno, alla Clinica Chirurgica dell’ospedale dorico, vengono effettuati 1200 interventi, di cui l’80% in microchirurgia. Tra questi, 309 per tumori al colon retto, 100 per tumori alla tiroide, 40 in chirurgia bariatrica, 100 con la robotica.

E proprio la robotica è il filo rosso dei contributi previsti al congresso, come conferma il professor Mario Guerrieri, presidente del comitato scientifico Sice e direttore clinica chirurgica Ospedali Riuniti Ancona. «I robot chirurgici sono ormai diventati uno strumento tecnologico d’elezione perché consentono di manovrare con la massima precisione in distretti anatomici dalle dimensioni molto ridotte, garantendo maggiore sicurezza e minore invasività dell’intervento. Siamo pertanto orgogliosi che la città stia accogliendo un appuntamento di così grande rilevanza scientifica».

Molteplici i vantaggi che comporta l’adozione di questa pratica, a partire dalla riduzione della degenza ospedaliera, fino ai minori costi sociali, a una più rapida ripresa delle attività quotidiane e alla riduzione del dolore e delle infezioni ospedaliere. «Una dimostrazione questa – spiega sempre il professor Guerrieri – di come la tecnica debba essere sempre al servizio delle persone, consentendo a noi medici di stare ancora più vicini ad esse in termini di intervento e assistenza».

Tanti i contributi nel corso delle diverse sessioni, a partire dalle due video Marathon su interventi laparoscopici eseguiti con tecnologie emergenti e le due Masterclass dedicate ai giovani chirurghi sull’immunofluorescenza e l’appendicectomia laparoscopica. «Il nostro impegno è rivolto anche verso i giovani che vanno adeguatamente formati verso questa chirurgia del futuro», dice ancora Guerrieri.

Tra i relatori di fama internazionale, Pedro Ferraina da Buenos Aires, Amyn Haji da Londra, Eiji Kanehira dal Giappone, Jaap Bonjer da Amsterdam.