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Ancona

Apre il Mc Donald’s a Torrette, 854mila euro al Comune. Rubini: «Colpo di grazia per il quartiere»

Il terreno in via Tronto è stato aggiudicato definitivamente alla multinazionale e ora si riaccende la polemica. Da sempre critiche le opposizioni soprattutto per le conseguenze che l'apertura del fast food potrebbe avere sul traffico

Traffico a Torrette

ANCONA- La notizia che avrebbe aperto un Mc Donald’s a Torrette era nell’aria già da tempo ma ora è arrivata l’ufficialità. Il Comune di Ancona ha aggiudicato in via definitiva il lotto n. 19 sito in via Tronto alla società Mc Donald’s per un importo pari a 700mila euro. Il terreno è stato messo all’asta dal Comune lo scorso 20 aprile e il colosso americano di fast food lo ha acquistato con una somma tre volte superiore ai 252mila euro del prezzo base d’asta. Per acquistare il lotto dove realizzare un nuovo fast food, Mc Donald’s sborserà al Comune di Ancona la somma di 854milaeuro, compresa l’Iva. Il colosso americano ha già versato un deposito cauzionale di 25mila euro. Con i soldi ricavati dalla vendita del terreno il Comune dovrebbe realizzare due sovrappassi pedonali e una rotatoria all’incrocio tra via Conca e via Tenna. Da sempre critiche le opposizioni soprattutto per le conseguenze che l’apertura del fast food potrebbe avere a Torrette, andando ad appesantire ulteriormente il traffico. Con la notizia dell’aggiudicazione definitiva a Mc Donald’s si riaccende la polemica.

«La notizia era nell’aria già da un po’, ma da ieri è drammaticamente diventata realtà: a Torrette sorgerà presto un nuovo, ennesimo (il quinto nell’arco di 70 km), MC Donald’s. Il comune ha ufficializzato la vendita del terreno alla multinazionale americana facendo al quartiere a nord di Ancona l’ennesimo regalino per la salute e il quieto vivere dei suoi abitanti- dichiara Francesco Rubini, consigliere comunale Sel-Abc-. Un altro attrattore di traffico dunque, a due passi dall’ospedale regionale, di fianco ad un ipermercato e di fronte al vetusto “palazzo viola”; in un quartiere che già da decenni soffoca in una violenta nube di smog aspettando invano una soluzione al problema del traffico pesante in uscita dal porto. Una scelta folle, figlia della solita gestione aziendalistica delle nostre città dove ciò che conta è sempre e solo il bilancio, sulla pelle dei territori, dei cittadini e di uno sviluppo sostenibile dei quartieri».