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Ancona

Mascherine, ancora in pochi ad indossarla. Giacometti: «Pericoloso per se stessi e per gli altri»

Fra tesi complottiste, fake news e mancato rispetto delle regole, cresce il numero di persone che si ostinano a non mettere la protezione facciale. Il punto con il primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette

health, safety and pandemic concept - young woman wearing protective medical mask

ANCONA – Indossata col naso di fuori, o peggio ancora, non indossata affatto. La mascherina sembra piacere poco alle persone che la stanno sempre di più snobbando quando vanno a fare la spesa, si recano al bar o al ristorante, per non parlare poi dei luoghi della movida dove si accalcano giovani.

Sono pochi quelli che indossano questa protezione facciale, o che la mettono correttamente, in egual misura fra giovani, adulti e anziani. Emblematico quanto accaduto in Texas, negli Stati Uniti, dove un giovane è morto alcuni giorni dopo aver partecipato ad un Covid Party, senza indossare la mascherina, convinto che il virus fosse una bufala: poi ha contratto l’infezione ed è morto. Fra tesi complottiste, mancato rispetto delle regole e fake-news, si crea una miscela esplosiva che rischia di generare un colpo di coda dell’epidemia di coronavirus, vanificando gli sforzi compiuti con il lockdown.

«Fra i clienti c’è chi la indossa e chi se la dimentica, ma noi facciamo sempre presente che l’epidemia non è ancora scomparsa – spiega Ezio Giacchetti, titolare dell’omonimo ristorante di Portonovo – . All’interno del locale è importante indossarla, ne va della sicurezza di tutti, per questo se i clienti non l’hanno con loro ci siamo attrezzati per fornirla noi».

Il ristoratore spiega che sono soprattutto i turisti a sgarrare, mentre i marchigiani sono più ligi, in ogni caso «i clienti si comportano abbastanza bene e generalmente la indossano, anche se fra tanti c’è sempre qualcuno che non la mette».

Ezio Giacchetti, titolare dell’omonimo ristorante a Portonovo

«Accanto ai clienti rispettosi delle regole, che indossano la mascherina e si disinfettano le mani, c’è anche chi entra dicendo di non averla: in questo caso li facciamo accomodare fuori dal locale servendoli ai tavoli che abbiamo all’esterno – spiega Giada del Joy’s Coffe & Food di Osimo Stazione – , ma comunque la maggior parte delle persone che arrivano non indossano la mascherina, si fermano all’ingresso del locale e ci chiedendo se possono entrare senza metterla».

Giada del Joy’s Coffe & Food

Un atteggiamento che mette in difficoltà i ristoratori, le cui attività sono state provate dai mesi di lockdown per cui «non è facile impedire l’ingresso al locale, ma per ovviare li facciamo accomodare in veranda e poi li serviamo direttamente al tavolo».

«Notiamo meno attenzione alle misure di sicurezza rispetto all’inizio, forse perché i numeri dei contagi si sono abbassati – spiega – e quindi le persone si sono rilassate, ma magari anche perché i controlli non sono più stringenti come prima». Per quanto riguarda i gel disinfettanti invece «vengono usati dalla maggior parte dei clienti, spesso anche prima e dopo aver usato il bancomat e aver pagato in contante».

Non indossare la mascherina o non indossarla correttamente è un comportamento pericoloso per il rischio di una nuova recrudescenza dell’epidemia dal momento che il virus non è ancora scomparso e anche se in Italia e nelle Marche, in particolare i nuovi contagi si sono fortunatamente ridotti al lumicino. Ma in altre nazioni sono attivi numerosi focolai e proprio di recente si è toccato il numero di nuovi positivi più alto nel Mondo dall’inizio della pandemia. Insomma c’è poco da abbassare la guardia come evidenzia il primario della Clinica di Malattie Infettive di Torrette, Andrea Giacometti.

Andrea Giacometti, professore di Malattie Infettive e Pneumologia presso l’Università Politecnica delle Marche

«Indossare in maniera inappropriata la mascherina chirurgica rappresenta un pericolo per la salute altrui, ma anche per se stessi – spiega – Lasciare il naso scoperto consente alle particelle di droplets, ovvero alle goccioline di saliva, di poter uscire senza essere trattenute dalla protezione facciale. Queste particelle infatti possono uscire anche dal naso».

Il primario spiega infatti che anche se la mascherina chirurgica è per così dire “altruistica” perché protegge gli altri dalle proprie secrezioni, allo stesso tempo rimarca che respirare in un luogo pubblico al chiuso senza aver coperto il naso espone chi lo fa al rischio di essere contagiato dal coronavirus.

«È importante indossarla correttamente – spiega – con i bordi ben aderenti al viso per evitare che il droplets si possa disperdere fuoriuscendo lateralmente».

Infine, il primario fa chiarezza sul timore dilagante fra alcune persone che indossare la mascherina porti a respirare la propria anidride carbonica. «L’anidride carbonica – precisa – non resta imprigionata nella mascherina chirurgica: ogni volta che si respira, in quel centimetro che separa la bocca dalla mascherina, avviene un ricambio di aria».

Il professor Giacometti ha supporto di questa tesi cita, come esempio, i chirurghi e i medici che la indossano dalla mattina alla sera, nessuno dei quali ha mai avuto problemi. Insomma l’anidride carbonica è solo una delle tante fake-news che stanno imperversando dall’avvento della pandemia. «Occorre aver pazienza ancora qualche mese – conclude – perché i contagi nel mondo stanno aumentando ogni giorno di più. Dobbiamo continuare ad indossare la mascherina e ad usare ogni precauzione finché non arriverà un vaccino».