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Ancona

Marinerie sul piede di guerra, ad Ancona manifestazione di protesta: armatori da Marche e Abruzzo. Lazzari: «Vogliamo farci sentire»

Gli armatori sono allo stremo per il caso gasolio e domani protesteranno ad Ancona per far sentire la loro voce al governo. Ecco le loro ragioni

Porto di Ancona

ANCONA – Marinerie sul piede di guerra nelle Marche. Da lunedì i pescherecci sono fermi in tutto l’Adriatico per protesta contro il caro gasolio e per domani al porto di Ancona gli armatori hanno organizzato una manifestazione per accendere i riflettori sulla questione.

Apollinare Lazzari

«È una manifestazione interregionale che vedrà arrivare marinerie non solo dalle Marche, ma anche dall’Abruzzo – spiega Apollinare Lazzari, presidente dell’associazione produttori pesca di Ancona – prevediamo un’affluenza importante perché il tema è molto sentito da tutti gli operatori (armatori e marinai) e noi vogliamo farci sentire perché siamo stanchi di questa situazione. Abbiamo deciso di farla ad Ancona perché è il porto più importante dell’Adriatico».

Gli armatori si ritroveranno il 26 maggio alle 11 al Mandracchio, davanti al mercato ittico, per far sentire la propria voce contro il caro gasolio. Solo ad Ancona l’associazione conta una quarantina di armatori. «Dopo la pandemia e con l’arrivo della guerra il prezzo del gasolio è salito alle stelle, triplicando – spiega -e la maggior parte di noi non ce la fa: ci sono pescherecci che consumano da 2.500 a 4mila litri di gasolio al giorno, quindi si capisce bene l’entità del problema».

Lazzari puntualizza inoltre che «noi a differenza di altre imprese non possiamo a scaricare il costo sul prodotto, perché il pescato va all’asta. Dal governo stiamo ancora attendendo i 20milioni promessi per il caro gasolio – spiega – così come gli sgravi fiscali. Siamo ancora in attesa di avere ristoro per il fermo biologico del 2021 e abbiamo avanzato richiesta di estendere il fermo bellico a tutto il Mediterraneo. Ora attendiamo risposte».