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Ancona

Usca marchigiane, pronte 25 unità portatili per radiografie polmonari a domicilio

Saranno consegnate a breve alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale. L'assessore regionale alla Sanità punta ad ampliare i punti di processamento dei tamponi molecolari: «Domanda in vertiginoso aumento»

ANCONA – Saranno consegnate a breve alle Usca marchigiane 25 nuove unità mobili per le radiografie toraciche polmonari. I macchinari sono stati acquistati in questi giorni su disposizione dell’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini nell’ottica dell’azione di potenziamento delle Usca, Unità Speciali di Continuità Assistenziali, che aveva annunciato nei giorni scorsi.
Le Usca avevano in dotazione un solo macchinario per ogni Area vasta (quindi in totale 5) per eseguire le radiografie polmonari direttamente al domicilio del paziente. L’obiettivo dell’assessore è quello di evitare il più possibile l’ospedalizzazione dei pazienti, riservandola solo ai casi che ne hanno effettivamente necessità. I macchinari portatili per le radiografie saranno consegnati anche ai medici di famiglia.

L’altro fronte di impegno ruota attorno ai test rapidi e al potenziamento dei tamponi molecolari, tanto che l’assessore ha già annunciato l’acquisto di ulteriori 12 mila test molecolari per innalzare la quota giornaliera di tamponi testati e portarla a 5 mila.

Filippo Saltamartini

La quota dei tamponi molecolari processata dai laboratori di Virologia in pochi giorni è passata da 2.540 tamponi del 21 ottobre ai 4.317 odierni (1.777 in più in un paio di giorni), ma «il problema – spiega l’assessore – è che la domanda è in vertiginoso aumento, basta che si ammali un bambino e deve essere tamponata tutta la classe, i genitori e i docenti», insomma, «un punto di caduta» sul quale Saltamartini sta lavorando con l’obiettivo di «creare altri punti di processamento dei test: i laboratori privati sono al massimo e non riusciamo a soddisfare tutte le domande. Fino ad oggi la domanda è stata soddisfatta tra la sanità pubblica e i laboratori privati, per il futuro questo problema si pone, perché già oggi la capacità di processo è inferiore alla domanda».

L’assessore lunedì 26 ottobre incontrerà i medici di famiglia e i farmacisti per giungere all’allargamento della platea di tamponi e a un accordo per l’esecuzione dei test rapidi sui bambini che devono rientrare a scuola. Test che dovranno essere gratuiti: l’intenzione è di farli eseguire anche a medici di base, pediatri e farmacisti.

Martedì 27 ottobre invece ci sarà il vertice con i sindacati per chiudere finalmente la questione del riconoscimento economico per gli operatori sanitari in prima linea nella fase uno dell’emergenza sanitaria, indennità premio che non sono state mai corrisposte dalla giunta Ceriscioli, nonostante l’accordo sia stato raggiunto il 28 maggio scorso con le parti sociali.