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Marche, le troppe vittime della violenza: la testimonianza di Laura Tangherlini, volto di Rai News 24 – VIDEO

Nella giornata contro la violenza sulle donne, abbiamo raccolto la testimonianza di Laura Tangherlini, collega giornalista jesina, che racconta come è uscita dalla violenza

Laura Tangherlini

Ilaria Maiorano era mamma di due bambine piccole, aveva 41 anni. Li avrà per sempre, perché il marito marocchino Tarik El Ghaddassi l’ha massacrata di botte fino a sfigurarle il volto. È successo un mese fa, a Osimo.
Anastasiia Alashri di anni ne aveva solo 23. Una giovane mamma di un bambino di 2 anni in fuga dalla guerra in Ucraina. Ma a Fano ha trovato la morte per mano di suo marito, Moustafa Alashri che l’ha accoltellata e chiusa in un trolley. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne parliamo ancora di vittime e di carnefici. Sono 13 i femminicidi nelle Marche negli ultimi 5 anni. Fa paura l’incidenza del fenomeno, così come spaventa che a commettere le violenze e strappare alla vita queste donne siano spesso compagni, ex mariti, fidanzati, genitori. Chi diceva di amarle.
Ha voluto condividere con noi la sua esperienza diretta la collega giornalista jesina di Rai News24 Laura Tangherlini.

«Anche io ho subito maltrattamenti e violenze da quello che era, ormai dieci anni fa, il mio fidanzato. Un uomo conosciuto durante un viaggio in Libano, di cui mi innamorai perdutamente», racconta la giornalista ripercorrendo l’escalation di violenza, culminata quando ormai convivevano a Roma in un tentativo di strangolamento. Una giovane donna bella, in carriera e con una professione che le permette di toccare con mano la cronaca, che eppure ha vissuto sulla sua pelle l’esperienza della violenza: segno che questo fenomeno, purtroppo, è trasversale e può colpire tutti. Ha avuto il coraggio di uscire dalla violenza, dire basta. E salvarsi.


Nel Rapporto sulla violenza di genere della Regione Marche, lo scorso anno sono stati registrati oltre 600 contatti nel Centro antiviolenza del territorio: 663 utenti, 180 in più rispetto al dato del 2020 (erano 483). Nel 2019 i casi erano stati 471. Tra le donne che hanno chiesto aiuto, 489 sono di nazionalità italiana (139 della provincia di Macerata, 135 di Pesaro Urbino, 120 di Ancona, 55 di Ascoli e 40 di Fermo), hanno tra i 40 e i 49 anni, sono sposate, vivono con mariti o compagni e hanno figli minorenni. Dunque la violenza contro le donne, nelle Marche, si consuma tra le mura domestiche: maltrattamenti che si insinuano nella coppia e a cui spesso assistono anche i figli. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, il maggior numero di contatti è avvenuto presso il Centro anti violenza di Macerata (225), mentre il numero minore di contatti ha riguardato il Centro di Fermo. Il rapporto della Regione evidenzia anche i casi di donne finite al pronto soccorso: 195 adulte e 10 minori. Il maggior numero di accessi, nell’Area Vasta di Ancona e all’Azienda ospedaliera Marche nord con la diagnosi più frequente: “maltrattamento di adulto non specificato” che conferma la difficoltà di chi si reca al Pronto Soccorso di dichiarare l’autore della violenza a causa, probabilmente, del legame familiare.