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Ancona

Promozione degli investimenti, 6 milioni per le imprese nella proposta di legge della Regione Marche. Acquaroli: «Punto di svolta per la nostra economia»

Il provvedimento prevede sostegni alle aziende che investono nelle Marche, creando occupazione, innovazione e filiere. L'obiettivo è quello di rilanciare il territorio e favorire la competitività

Da sinistra l'assessore Mirco Carloni e il governatore Francesco Acquaroli

ANCONA – «Recuperare una visione dell’economia del nostro territorio per garantire la competitività delle imprese, fermare l’emigrazione dei giovani e restituire un concetto di imprenditorialità che possa essere attrattivo, forte e consolidato nel nostro territorio». Sono racchiusi nelle parole del governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli gli obiettivi della proposta di legge varata dalla Giunta regionale per la “Promozione degli investimenti, dell’innovazione e della trasformazione digitale del sistema imprenditoriale marchigiano”.

Ad illustrare i contenuti della pdl, il cui testo è stato già inviato all’Assemblea legislativa per l’adozione, questa mattina a Palazzo Raffaello insieme al governatore c’era il vice presidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive Mirco Carloni. Si tratta di un provvedimento, la seconda legge della nuova Giunta in sei mesi, che arriva dopo quella sulle start up e che punta a rilanciare il sistema produttivo, a favorire la crescita occupazionale, a promuovere la competitività del territorio e a frenare la fuga di cervelli, promuovendo gli investimenti imprenditoriali nel territorio marchigiano.

A disposizione ci sono 6 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese nel territorio, «una cifra simbolica, per dare avvio all’iter» come ha puntualizzato l’assessore Carloni, spiegando che le risorse saranno incrementate anche con i fondi Fesr e con il Recovery Fund. Le imprese, per beneficiare dei contributi elargiti dalla Regione Marche, dovranno elaborare un business plan che risponda a determinati requisiti: prevedere un incremento dei livelli occupazionali, promuovere ricerca, sviluppo e innovazione, riqualificare sul fronte energetico e ambientale la propria impresa, sviluppare filiere ed ecosistemi con altre imprese.

Il presidente della Regione Marche ha sottolineato che si tratta di una proposta di legge che vuole stimolare la creazione di filiere ed ecosistemi tra imprese, e che nella sua applicazione concreta porterà «ad innescare un dialogo tra imprese di dimensioni diverse e settori diverse, che altrimenti non avrebbero mai parlato tra loro». Previsti anche interventi di sostegno all’accesso al credito, fra il quali l’introduzione del rating su filiera, attraverso il quale le imprese saranno valutate a livello creditizio anche in base alla solidità delle imprese con cui collaborano, uno strumento strategico per le piccole e medie imprese di cui le Marche sono ricche e che fanno fatica ad accedere al credito.

Una proposta di legge che con formazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione, secondo Acquaroli può «segnare un punto di svolta per l’economia della nostra regione». «È una legge importante perché, innanzitutto, supera una visione assistenzialistica dei territori – prosegue -. Non vogliamo più dare contributi per il fatto che un’impresa operi ed esista, ma li vogliamo garantire a quegli imprenditori che aiutino le Marche a recuperare la competitività. Questo è un elemento dirimente, di discontinuità per rilanciare gli ecosistemi e le filiere che possano garantire alle piccole e medie imprese di aggregarsi all’interno di dimensioni ottimali per il mercato, senza rinunciare all’artigianalità che ha contraddistinto il nostro tessuto produttivo».

Il governatore ha poi sottolineato che in una fase pandemica come quella attuale, «arrivare alla presentazione di un secondo testo di legge, dopo aver approvato, appena due settimane fa, quella sulle start up, è un obiettivo che conferma quanto il governo regionale sia attento alla ricostruzione di una competitività del nostro territorio, del suo asset industriale e imprenditoriale e della ricostituzione di una visione che possa riportare, la nostra regione, a superare questa fase di transizione e a ricollegarsi alla crescita del Paese».

L’assessore Carloni ha auspicato in Aula un’approvazione a maggioranza come avvenuto per la legge sulle start up e il presidente Acquaroli ha sottolineato che si tratta di un provvedimento che «non appartiene a una parte politica, ma diventa uno strumento di rafforzamento di un sistema che garantisce sostenibilità, occupazione ai giovani, freni l’emigrazione delle migliori energie». Uno strumento che consentirà alla Regione di programmare i prossimi sette anni dei fondi europei.

Carloni ha affermato: «Stiamo riformando le basi economiche della nostra regione nell’ottica di prospettiva, rivisitando leggi vecchi di un decennio che vanno aggiornate alle esigenze attuali. Se vogliamo che nelle Marche ci sia ancora una tenuta sociale dopo il Covid, dobbiamo rafforzare le pmi, valorizzare chi già opera sul territorio, confermare le strategie alle esigenze imprenditoriali». Inoltre ha spiegato che dopo gli accordi con cassa depositi e prestiti e con banca intesa, sono in vista altri protocolli  di intesa con le banche per agevolare l’accesso al credito delle imprese.