Ancona-Osimo

Marche, infortuni sul lavoro in crescita. Galli (Cgil): «Sempre più emergenza». Fiom: «Serve un registro dei “quasi infortuni”»

Sono 16.306 gli infortuni registrati nelle Marche nel 2021, quando si è avuta una crescita del 3,8% rispetto all'anno precedente (+552). È la fotografia scattata dal report di Ires Cgil

ANCONA – Crescono gli infortuni sul lavoro nel 2021 nelle Marche, ma calano quelli mortali: tra i più colpiti ci sono i giovani e i precari, ma anche gli extracomunitari. È la fotografia scattata dal report di Ires Cgil. Sono 16.306 gli infortuni registrati in regione nell’anno appena trascorso, quando si è avuta una crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente (+552). Le Marche, tra le Regioni italiane, registrano una crescita superiore rispetto alla media nazionale, con gli infortuni sostanzialmente stabili (+0,2%).

Tra i più colpiti ci sono giovani e precari. In particolare tra gli under 20 si è registrato un incremento del 46,6% e del 16,6% nella fascia dai 20 ai 29 anni, contraddistinte da maggiore precarietà. Una crescita, trainata dal significativo aumento degli infortuni in itinere (spostamento), che aumentano del 23,1%, con 442 denunce in più, mentre rimangono pressoché stabili gli infortuni in occasione di lavoro (+1,1%).

A crescere sono sia gli infortuni avvenuti nell’industria e servizi (+1,1%, 154 in più) sia nel pubblico (548 in più, +43,9%). Solo in agricoltura si è registrato un calo (-1,1%). La maggiore crescita si rileva però nel trasporto e magazzinaggio, con un aumento del 40,5%. Un incremento significativo lo registrano anche il settore delle costruzioni (+23,9%) e il  manifatturiero (+18,3%) dive però si rilevano delle differenze: la meccanica segna un +17,6%, chimica gomma e plastica segnano un +28,8%. Gli infortuni in agricoltura invece sono in calo del 31,6%, mentre nella sanità e assistenza sociale la riduzione tocca il 26,7%.

Giuseppe Galli, Cgil Marche

Il segretario reginale della Cgil Marche Giuseppe Galli, evidenzia «è sempre più emergenza» e spiega che «anche nelle Marche bisogna tenere alta l’attenzione, specialmente per i giovani e le fasce più deboli. Da tempo, stiamo sollecitando la Regione a muoversi sul fronte della prevenzione per incrementare gli organici degli ispettori del lavoro, a partire dall’Asur Marche, anche in vista degli investimenti di opere infrastrutturali previsti per le Marche nel Pnrr».

Le categorie di lavoratori più deboli sono quelle che scontano un incremento maggiore di infortuni: se per i lavoratori di nazionalità italiana l’incremento registrato è più contenuto (+2%), questo si mostra più consistente tra i lavoratori extracomunitari: nel 2021 si sono avute 354 denunce in più (+17,7%).

Calano invece gli infortuni con esito mortale rispetto al 2020 (-30,4%), ma guardando al lungo periodo, sono aumentati del 10,3% rispetto a dieci anni fa. Nelle Marche, negli ultimi 10 anni, sono stati denunciati 190 mila infortuni sul lavoro di cui 390 mortali. Nel 2021 sono state denunciate 6.069 malattie professionali (+ 24% sul 2020 e +85,1% sul 2011).

Tiziano Beldomenico, Fiom Cgil Marche

La metalmeccanica è uno dei settori tra i più colpiti. Il segretario regionale di Fiom Cgil, Tiziano Beldomenico, sottolinea la necessità di «non abbassare la guardia perché il rischio di incidenti nelle aziende è sempre dietro l’angolo». «Da tempo – aggiunge – stiamo cercando di sensibilizzare le imprese a tenere un registro dei “quasi infortuni” ovvero degli infortuni scampati solo per un caso fortuito: si tratta di una nuova misura prevista dal contratto collettivo nazionale, che sarebbe importante attuare per migliorare la sicurezza e prevenire il rischio di infortuni».

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Per quanto concerne il maggior rischio subito dai lavoratori extracomunitari evidenzia che «dipende dall’impiego che si fa di questa forza lavoro, utilizzata in maniera spropositata e in alcuni casi assoggettata al ricatto delle paghe globali: costretti a lavorare per troppe ore al giorno scontano un calo di attenzione che li predispone maggiormente al rischio di farsi male».

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