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Influenza stagionale, già individuato primo caso nelle Marche. L’infettivologo Giacometti: «Senza mascherina arrivo anticipato. Vaccinarsi per entrambi i virus»

Il virus stagionale è ancora sotto soglia, ma con l'allentamento del distanziamento e senza più l'obbligo di mascherina, potrebbe colpire pesantemente. Ecco cosa fare

ANCONA – Se l’anno scorso e l’anno precedente era rimasta sotto soglia, prima per l’isolamento imposto dalla pandemia di Covid-19 e poi per la presenza di mascherine e gel disinfettanti, quest’anno l’influenza stagionale potrebbe fare il suo ritorno in maniera più impattante.

Già nel 2021 in età pediatrica si era manifestata con diversi casi di virus sinciziale, ora che le mascherine non sono obbligatorie e non c’è più il distanziamento interpersonale, secondo gli esperti potrebbe esserci un exploit. Intanto nelle Marche si è già registrato il primo caso, individuato qualche settimana fa, ma rimasto per ora un caso isolato.

Il virus influenzale quest’anno si chiama AH3N2 ed è stato responsabile in Australia di una delle stagioni influenzali più pesanti, la peggiore degli ultimi 5 anni. «In ospedale non vediamo ancora ricoveri per influenza stagionale – dice l’infettivologo Andrea Giacometti -m è ancora sotto soglia e quindi non viene rilevata in maniera importante dal sistema di medici e pediatri sentinella, in ogni caso l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato un arrivo anticipato».

Andrea Giacometti
Andrea Giacometti, professore di Malattie Infettive e Pneumologia presso l’Università Politecnica delle Marche

Intanto all’ospedale regionale di Torrette, ci si prepara per la somministrazione della vaccinazione antinfluenzale per sanitari che scatterà il 19 ottobre. «Per due anni abbiamo bloccato l’influenza con le mascherine e il distanziamento, ma credo che quest’anno farà il suo ritorno – aggiunge – . Ogni anno prima del Covid circa 7-8 milioni di italiani erano colpiti dall’influenza stagionale e ne morivano 7-8 mila, soprattutto over 65 per complicanze da polmonite batterica post influenzale».

Cosa fare per difendersi? L’infettivologo rimarca l’importanza delle vaccinazione antinfluenzale specie nel quadro attuale con la pandemia di Covid sullo sfondo. A vaccinarsi, secondo l’infettivologo dovranno essere soprattutto gli over 60. «Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato anche in contemporanea con quello anti-Covid – spiega – si possono somministrare nella stessa seduta vaccinale, magari su braccia diverse. Se invece si temono gli effetti indesiderati le due somministrazioni si possono distanziare di un paio di settimane».

Il professor Giacometti spiega che ad esempio chi ha ricevuto il vaccino anti-Covid o si è contagiato a luglio e non può ancora sottoporsi ad un altro vaccino, può fare la vaccinazione antinfluenzale per poi sottoporsi più avanti ad una nuova somministrazione del vaccino anti-Covid nei tempi stabiliti (non prima di 6 mesi dalla precedente somministrazione o infezione).

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