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Ancona

Marche, in picchiata le assunzioni a tempo indeterminato

«Da premiare le imprese che accompagnano le assunzioni a nuovi investimenti e innovazione, così da rendere duraturo il lavoro», spiegano Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, Segretario regionale, responsabile delle Politiche del Lavoro

ANCONA – Nei primi sei mesi dell’anno, le assunzioni a tempo indeterminato sono 11.213 e cioè quasi la metà rispetto a quelle registrate nel 2015, anno in cui sono stati pieni gli incentivi collegati al Jobs Act per le assunzioni stabili (-8.892, pari a -44,2%); ma calano anche rispetto a quelle del 2015 (-628, pari a -5,3%). È quanto emerge dai dati dell’Inps elaborati dall’Ires Cgil Marche, relativi al primo semestre del 2017.

I contratti a tempo indeterminato rappresentano il 10,4% degli avviamenti al lavoro complessivi: quota praticamente dimezzata rispetto al 2015 (23,4%). Dunque, nei primi sei mesi del 2017, solo un’assunzione su dieci avviene con un contratto a tempo indeterminato: si tratta del dato peggiore in Italia, dopo quello del Trentino Alto Adige, e notevolmente al di sotto sia della media nazionale (18,1%) che a quella delle regioni del Centro (17,4%). Le cessazioni dei contratti di lavoro stabili invece tornano a crescere rispetto a quelle registrate nel 2016 tanto che il saldo tra assunzioni e cessazioni da rapporti di lavoro a tempo indeterminato è fortemente negativo: -6.490 unità.

Cresce invece notevolmente il lavoro precario con 30.285 avviamenti a tempo determinato, praticamente raddoppiati rispetto al 2015 (+105,6%) e che rappresentano il 71,4% delle assunzioni complessive (59,45% nel 2015), cosi come cresce anche il lavoro stagionale con 4.336 avviamenti (+68,9%). Le assunzioni con contratto di apprendistato sono 2.268, pari al 5,0% degli avviamenti, crescono rispetto al 2016 ma sono ancora di poco inferiori ai valori del 2015. Le assunzioni complessive sono state quindi 107.872 e hanno registrato una crescita significativa (+37,4% rispetto al 2016 e +25,4% rispetto al 2015) dovuta essenzialmente al lavoro precario.

«Dati e tendenze vanno analizzati con attenzione, soprattutto in questi giorni in cui il Governo sta definendo le misure di sostegno all’occupazione giovanile. Occorrono interventi a sostegno dell’occupazione stabile, ma che siano in grado anche di produrre occupazione aggiuntiva e non sostituzione dei posti di lavoro già esistenti. Vanno premiate le imprese che accompagnano assunzioni a nuovi investimenti e innovazione, così da rendere duraturo il lavoro», dichiarano Daniela Barbaresi, Segretaria Generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, Segretario regionale, responsabile delle Politiche del Lavoro.