Marche: credito, fisco e burocrazia ostacolano le imprese giovanili

Nella regione le aziende guidate da under 35 sono 11.351, pari al 7,7% del totale, circa 1 su 3 è guidata da una donna. Rispetto al 2018 sono diminuite di 456 unità e rispetto al 2016 sono ben 1.901 in meno

La presentazione dell'indagine sulle imprese giovanili nelle Marche
La presentazione dell'indagine sulle imprese giovanili nelle Marche

ANCONA – Credito, fisco e burocrazia ostacolano i sogni dei giovani imprenditori: nelle Marche le aziende guidate da under 35 diminuiscono di anno in anno. Non è un quadro roseo quello che emerge dai dati di Unioncamere elaborati dal Centro Studi Cna Marche. Nella regione, le imprese in attività guidate da giovani con meno di 35 anni, al 30 giugno 2019, sono 11.351 pari al 7,7% del totale. Di queste, 3.700, circa 1 su 3, sono guidate da giovani donne. Rispetto allo stesso periodo del 2018 però, le imprese giovanili sono diminuite di 456 unità e rispetto al 2016 sono ben 1.901 in meno.

«In nessuna regione d’Italia aumenta il numero delle imprese giovanili che, al contrario, dal 2015 diminuiscono – spiega Giovanni Dini, direttore Centro Studi Cna Marche -. Le Marche sono l’unica regione in Italia dove le imprese raggiungono 15 anni di permanenza media sul mercato, ciò significa che, nascendo meno imprese giovanili, le nostre aziende stanno invecchiando».

Ottenere un finanziamento sembra essere un muro insormontabile per chi vuole aprire un’azienda. «I giovani imprenditori hanno coraggio e vanno sostenuti. I problemi riguardano burocrazia, fisco e credito. Se per un’impresa affermata vuole avere un finanziamento da una banca è un percorso ad ostacoli, per un giovane imprenditore diventa quasi impossibile. Se non disponi di mezzi propri o dell’aiuto di famiglia non vai da nessuna parte – commenta Otello Gregorini, segretario Cna Marche -. Occorre dare sostegno all’imprenditore nella fase di avvio perché i primi tre anni per l’impresa sono fondamentali per mettere le radici».

«I giovani vedono l’ascensore sociale bloccato da diversi anni; sono consapevoli delle difficoltà economiche e burocratiche del fare impresa, che a differenza del passato, non si fa più per il guadagno ma per il elevare il proprio status sociale o per realizzare un sogno – dichiara Leonardo Mezzabotta, presidente Giovani Imprenditori Cna Marche -. Per provare a superare gli ostacoli e ad agevolare la strada le nostre proposte sono: formazione, alternanza scuola – lavoro e corsi pratici all’università in quanto manca il saper fare impresa; credito e incentivi, definire strumenti di finanziamento che guardino alla validità dei progetti; maggiori tutele per l’imprenditore e trasmissione di impresa, cioè favorire il passaggio generazionale dell’impresa riducendo il carico tributario dei primi tre anni».

E proprio per sostenere i giovani imprenditori, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Manuela Bora, ha spiegato le misure messe in campo dalla Giunta regionale. «Questi dati sono gravi, fanno riflettere ed è necessario agire al più presto. Tra le difficoltà che incontrano i giovani che vogliono aprire un’impresa c’è l’accesso al credito. Regione Marche insieme ad Uni.co sta facendo molto e il sostegno ai giovani imprenditori è da sempre una priorità per l’agenda politica della Giunta. Già nella strategia di specializzazione intelligente viene data attenzione al sostegno e al consolidamento delle start up. C’è poi un bando, ancora in corso, che sostiene la creazione di nuove imprese con contributi da 15 a 30 mila euro per i giovani under 35. Abbiamo dato incentivi anche per l’artigianato come per le botteghe scuola».

Anche Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio Marche ha ricordato l’impegno dell’Ente a favore dei giovani imprenditori attraverso bandi e risorse. Paolo Mariani, direttore di Uni.co Confidi Marche ha rimarcato le difficoltà delle banche nel concedere credito.

I dati dell’indagine presentati dal direttore del Centro Studi Cna Marche, Giovanni Dini

Dai dati di Unioncanere emerge che commercio e turismo sono i settori con la maggiore concentrazione di imprese guidate da giovani; nell’ultimo anno oltre la metà delle nuove aziende che si occupano di telecomunicazioni e web ha titolari under 35 così come ha meno di 35 anni il 45% di barbieri, parrucchieri e acconciatori che hanno aperto la loro attività negli ultimi 12 mesi. Diminuiscono invece le aziende legate al settore dell’artigianato.

Cna Giovani imprenditori ha realizzato un’indagine su un campione di 100 imprese giovanili nelle Marche e 1.000 in Italia. «I risultati sfatano una serie luoghi comuni, a cominciare da quello che a fare impresa sono i figli degli imprenditori- commenta il direttore del Centro Studi Cna Marche, Giovanni Dini-. Il 56% dei giovani imprenditori marchigiani non ha alle spalle un’azienda di famiglia, il 64% ha avviato l’attività da zero, il 25% è subentrato nell’impresa familiare. Non è vero che gli imprenditori hanno scarsa formazione: il, 38% ha una laurea almeno triennale e il 51% un diploma di scuola media superiore. Falso anche che chi decide di avviare un’attività di lavoro autonomo lo fa come alternativa alla disoccupazione: il 53,5% segue il proprio sogno di realizzazione nonostante le difficoltà». Dai dati dell’indagine emerge che il 59,6% dei giovani imprenditori ha dovuto finanziarsi con mezzi propri, il 33,7% ha utilizzato risorse di famiglia, solo il 29,55 ha potuto fare ricorso al credito bancario. I giovani ricevono scarso sostegno anche da Stato e Enti locali: l’87% dichiara di non aver ottenuto incentivi per avviare la propria impresa».

IL CONCORSO – Mercoledì 13 ottobre, al Teatro Alfieri di Montemarciano, si terrà la quarta edizione del Premio Cambiamento promosso da Cna Marche. Tra le 30 imprese più innovative nate negli ultimi 3 anni, verranno premiate le migliori start up delle Marche. Le aziende vincitrici potranno partecipare alla finale nazionale che si terrà il 28 novembre a Roma. In palio un premio del valore di 20 mila euro, servizi di consulenza e altri benefit.