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Ancona

Green pass e tamponi, farmacie e laboratori delle Marche reggono all’impennata di richieste

Nonostante una impennata di richieste di test per ottenere la certificazione verde, farmacie e laboratori hanno retto l'onda d'urto. Nessuna criticità. Ecco i dati

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Tamponi (Foto di Vesna Harni da Pixabay)

ANCONA – Le farmacie e i laboratori privati hanno retto bene all’onda di richieste di tamponi giunte nella giornata di ieri, per ottenere il Green pass. Con l’entrata in vigore dell’obbligo di certificazione verde nei luoghi di lavoro, c’è stata la prevista impennata di prenotazioni per i test, ma non ci sono state code o disagi particolari. E questo ha agevolato anche l’ottima affluenza dei lavoratori registrata nelle imprese e nelle attività commerciali, così come nelle fabbriche.

Andrea Avitabile, presidente Federfarma

«Il caos nelle farmacie si è avuto solo in quelle attività che hanno applicato il sottocosto» spiega Andrea Avitabile, presidente Federfarma Marche. La Federazione nazionale dei titolari di farmacia evidenzia che, nella prima giornata di introduzione della nuova norma, i test eseguiti in più rispetto agli altri giorni sono stati tra il 40 e il 50%.

«Le farmacie delle Marche che hanno lavorato su appuntamento, hanno allungato l’orario e non hanno puntato solo sulle promozioni, non hanno avuto disagi» afferma Avitabile. «Era una giornata campale, ma i farmacisti si sono rilevati come sempre ben organizzati».

Oriano Mercante, medico del lavoro

«Giornata tranquilla» nonostante il surplus di lavoro anche per i laboratori privati. Oriano Mercante, medico del lavoro e titolare del Laboratorio Salute 2000 di Osimo, spiega che nella prima giornata di certificazione verde obbligatoria «le richieste di test antigenici rapidi sono triplicate» rispetto agli altri giorni.

Il laboratorio si è organizzato aprendo in anticipo la mattina (alle 7) e rinforzando le schiere del personale per «consentire a chi deve andare al lavoro di essere in regola con il Green pass».

«Il guadagno è minimo, diamo un servizio alle aziende nostre clienti» spiega, sottolineando che ci sono diverse imprese, «un 30% circa, che offrono i tamponi ai loro lavoratori, così da evitare problemi» e sospensioni che potrebbero mettere in difficoltà le attività in un momento di ripresa economica dopo la pandemia.

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