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Ancona

Marche, vola l’edilizia, bene il turismo. Confartigianato: «Giovani, formazione e digitale, così supereremo la crisi»

Enzo Mengoni (Marche Sud): «Le fiere non bastano: non c’è ricambio generazionale». Sabbatini (Marche Nord): «Internazionalizzazione sostenibile e innovazione le chiavi»

ANCONA – Giovani, internazionalizzazione, formazione e digitale: ecco la chiave per la ripresa delle micro e piccole imprese marchigiane. Lo fa sapere la Confartigianato Marche durante la conferenza stampa di oggi – 2 agosto. Un incontro sulla ripresa marchigiana, che sta attraversando le difficoltà legate al covid. È il presidente di Confartigianato Marche, Giuseppe Mazzarella – dalla sede di via Fioretti – a commentare: «La nostra associazione è vicina alle imprese del territorio. Stiamo facendo il massimo per mettere in piedi azioni e attività necessarie ad accompagnarvi nella risalita».

Bene l’edilizia, grazie alla spinta del 110%. «Volano i settori della chimica, del legno e dell’arredamento e cresce l’imponibile Iva da fatturazione elettronica (+ 26,3% nei primi 4 mesi del 2021, rispetto al 2020)» – fa sapere Nicola Cippitelli, generale dell’associazione. Soffrono, invece, moda e turismo. Un turismo che, però, fa ben sperare, «soprattutto nei piccoli centri, come Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, ma che arranca nelle grandi città» – rileva Enzo Mengoni, presidente di Confartigianato Marche Sud.

«Grossi i problemi per il settore calzaturiero, in difficoltà da diversi anni. Sarà grazie alla fieristica e all’internazionalizzazione – sottolinea Mengoni – che ripartiremo». Ma le fiere non bastano, perché il nodo centrale sono i giovani: «Non c’è ricambio generazionale e tra 15-20 anni si faticherà nel trovare falegnami, idraulici, meccanici e muratori. Il lavoro manuale è fondamentale, ogni lavoro è utile. Basta col retaggio familiare che bisogna per forza indossare la camicia. I giovani che vanno all’estero? Talvolta sono malpagati e fanno lavori umili che, anzi, potrebbero fare anche qui, magari dopo essersi diplomati o laureati».

«Le imprese marchigiane contano una media di 9 addetti ciascuna»: si tratta dunque di imprese piccole, alcune delle quali stanno soffrendo, soprattutto per via delle difficoltà legate alla pandemia. Pandemia da cui, secondo Graziano Sabbatini, presidente Confartigianato Marche nord «potremmo uscire grazie a tre elementi: formazione, innovazione e internazionalizzazione sostenibile. Una formazione vera, sul territorio, che al momento non c’è, perché il mondo dell’istruzione è ancora troppo lontano dalle imprese, che sono tutt’altro che vecchie. Abbiamo bisogno di coltivare la professionalità, che passa da una formazione che non deve viaggiare parallela al mondo lavorativo, ma ci si deve interfacciare».

All’incontro, via web, ha partecipato pure il rettore dell’Università politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori: «A preoccupare è il dato determinante dell’andamento demografico di alcune aree della regione, così come il cambio dei sistemi creditizi a cui si rivolgevano le imprese. Bene i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr),  ma le imprese si chiedono come intercettare queste risorse».