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Covid, Giacometti: «Giovani i più coinvolti ora nella trasmissione del virus»

L'esperto spiega che in questa fase la trasmissione del Sars-Cov-2 è veicolata soprattutto dai giovani. L'invito alla quarta dose di vaccino vista la crescita dei ricoveri

ANCONA – Sono «i giovani i più coinvolti ora nella trasmissione del virus» Sars-Cov-2. Lo dice l’infettivologo Andrea Giacometti. Nella Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale regionale di Torrette «attualmente non ne ricoveriamo di giovani con il Covid – dice -, ma gran parte delle loro infezioni sono asintomatiche o paucisintomatiche e questo lo dimostra anche il fatto che questo incremento dei contagi che stiamo osservando corrisponde alla riapertura delle scuole e degli asili».

Secondo l’esperto «ragazzi e bambini trasmettono il virus», poi quando l’infezione arriva «al grande anziano o al soggetto fragile, per precauzione questo viene ricoverato». Nella giornata di ieri – 3 ottobre – i ricoveri ospedalieri nelle Marche hanno compiuto un balzo in avanti (+16 rispetto al giorno precedente) con l’incidenza che continua il suo trend in salita per il 13esimo giorno consecutivo sfiorando i 500 casi su 100mila abitanti.

Il professor Andrea Giacometti

L’invito dell’infettivologo è quello a vaccinarsi, un invito che rivolge in maniera particolare a fragili e anziani, per evitare le conseguenze più gravi della malattia Covid. Ai dubbi di parte della popolazione, che fatte tre dosi di vaccino anti-Covid ritiene di essere protetta, replica che «sicuramente quattro dosi proteggono più di tre dosi». Secondo il professor Giacometti è «difficile capire quanta popolazione italiana ha già avuto un contatto reale con il virus: i dati ufficiali parlano di 22-24 milioni di contagi dimostrati su una popolazione di 60 milioni di abitanti, ma sono tantissimi i casi che non sono stati dimostrati con i test».

«Se un soggetto ha fatto solo tre dosi ed è sicuro di non aver avuto esposizione al virus – precisa – consiglio la quarta dose soprattutto se si tratta di una persona ultrasessantenne, se è un soggetto fragile e una donna in gravidanza».